Il Pancrazio illirico - le piante delle terre albanesi in Sardegna, Corsica e Toscano.

Molti storici e scrittori ritengono che la Sardegna e la Toscana sono state invase da gente chiamati etruschi , proveniente dalla terra dei Pelasgi, attuale Grecia , Albania e Serbia .

In questa terra dell'attuale Italia troviamo una pianta chiamata il Pancrazio illirico(Pancratium illyricum).

Il pancrazio illirico forma grandi distese sulle spiagge della Sardegna.


RADICI PAGANE del cristianesimo - dai Pelasgi agli albanesi

RADICI PAGANE del cristianesimo


NATALE - festa pagana legata al solstizio invernale, godeva di grande importanza in tutto l'Impero Romano.
Ricordiamo che il solstizio invernale è il giorno più corto dell'anno, e cade intorno al 21 dicembre. In questo giorno, tra l'altro, il sole tocca il punto più basso rispetto all'orizzonte.
Il 25 dicembre la durata del giorno rispetto alla notte ricomincia a crescere in modo evidente (in base alle osservazioni empiriche fatte dagli antichi) come anche la sua altezza.
Ovvio che per le popolazioni antiche tale evento astronomico fosse visto come un rinnovamento della speranza, una festa della luce, una possibilità di sopravvivenza, pertanto fu mitizzato come nascita del Dio-Sole, partorito dalla Dea-Vergine (personificazione della notte). Tale mito prese varie forme religiose: Horus partorito da Iside in Egitto, Thammuz partorito da Mylitta, o Ishtar, nelle religioni iranico-caldee, ecc.
La tradizione giunse fino a Roma nella forma del culto di Mitra ed entrò nelle abitudini dei romani.
Quando il cristianesimo iniziò a diffondersi, dovette venire a patticon queste tradizioni molto radicate, per cui la Chiesa tentò, tutto sommato con successo, di "appropriarsi" della festa del Natale, proponendo Gesù Cristo come "vero sole divino" che nasce di notte da una vergine.
Questo accomodamento contribuì in modo determinante a modificare la teologia cristiana nel senso di una progressiva "divinizzazione" di Gesù.
Fu Costantino a ufficializzare il giorno 25 dicembre come "nascita di Cristo", all'inizio in aggiunta, e non in sostituzione, del natale di Mithra.
Volendo cristianizzare il paganesimo, alla fine si giunse al risultato opposto, ovvero di paganizzare il cristianesimo.

PASQUA - In questo giorno i cristiani festeggiano la "resurrezione" di Gesù. La Pasqua cade la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Si tratta quindi di una festività legata all'equinozio di primavera.
Tutti i popoli pagani dell'Impero Romano, e non solo, conoscevano già questa festa, che non è altro che una festa primaverile: gli alberi germogliano, nei prati sbocciano i primi fiorellini e quindi la natura, dopo il freddo inverno, "risorge".
L'idea di resurrezione della natura diventò resurrezione di Cristo, e anche questo mito, in qualche modo, fu "incorporato" nella nuova religione che andava diffondendosi in antitesi al paganesimo ma, al tempo stesso, paradossalmente, non c'è tradizione pagana che non sia stata "rubata" e fatta propria dalla chiesa cristiana dei primi secoli.

MADONNA - Il Cristianesimo antico non prevedeva alcun tipo di devozione che non fosse rivolta esclusivamente a Dio. La penetrazione della nuova religione in territorio greco-romano ha fatto sì che fossero importati culti pagani, opportunamente rivisitati per dare loro quantomeno una sfumatura nominalmente cristiana.
La Chiesa ha sempre tollerato di buon grado queste contaminazioni, in quanto hanno favorito l'adesione al cristianesimo da parte delle popolazioni pagane, che potevano ritrovare elementi a loro familiari. Di tutte le contaminazioni pagane, la creazione del culto della "madonna" rivolto a Maria madre di Gesù è forse il più appariscente e anche quello che contrasta di più con i testi dei Vangeli.
Gesù, da buon ebreo monoteista, non ha mai proposto il culto di sé stesso, né ha mai avuto pretese divine. Men che meno ha mai accettato che sua madre diventasse meritevole di particolari onori solo per motivi di parentela fisica.
Al contrario, nel vangelo di Matteo si legge che quando Gesù iniziò a predicare, sua madre lo venne a prendere per portarlo a casa, considerando probabilmente una stramberia il fatto che il figlio si dedicasse a problematiche religiose piuttosto che aiutare il padre nel lavoro di carpentiere.
Quando Gesù seppe che sua madre e i suoi fratelli volevano parlare con lui, rispose con questa frase: "Chi è mia madre? E chi sono i miei fratelli?". Poi, con la mano indicò i suoi discepoli e disse:"Guarda: sono questi mia madre e i miei fratelli: perché se uno fa la volontà del Padre mio che è in cielo, egli è mio fratello, mia sorella e mia madre" (Matteo 12, 46-50).
Ma non è tutto: nel vangelo di Luca si racconta di una donna che fu probabilmente la prima persona a rivolgere delle parole di devozione alla madre di Gesù, in presenza di quest'ultimo. La donna disse infatti: "Beato il seno che ti portò e le mammelle che ti allattarono!" Ma Gesù disse: "Beati piuttosto quelli che odono la Parola di Dio e l'osservano." (Luca 11:27-28).
Come si vede chiaramente, i vangeli sottolineano che l'insegnamento di Gesù è teologicamente rigoroso, centrato sull'osservanza degli insegnamenti e non su devozioni sentimentali.
Ma i popoli pagani che aderivano, per fede, per paura o per convenienza, alla nuova religione, non potevano certo dedicarsi alla lettura dei vangeli (a parte l'analfabetismo, siamo in un'epoca dove ogni comunità cristiana possiede solo una piccola porzione del nuovo testamento) e preferivano seguire una religiosità istintiva, che li portava addirittura a preferire il culto di qualche divinità "materna" piuttosto che l'austera adorazione dell'unico Dio. Esistono anche motivazioni psicologiche profonde, che rendono la figura materna più protettiva e rassicurante di quella paterna.
Il culto della madonna, sebbene contenga elementi sincretistici di varia provenienza, deriva principalmente dal culto di ISIDE.
E' Iside che era definita "la Vergine", come del resto molte altre madri di eroi divini secondo i miti mediterranei.
Poiché Iside rappresentava la notte (nei miti pagani sono rappresentati anche eventi astronomici -  vedi anche sotto la voce "natale") molte sue statue erano nere (come le tenebre appunto) e questo spiega l'esistenza di "madonne nere". Tuttora esistono più di 450 luoghi in cui si trovano Madonne Nere. E’ stato appurato, da reperti, che moltissime chiese cattoliche sono sorte su antichi templi di Iside, ad esempio la Chiesa di S. Stefano a Bologna, come pure Notre Dame a Parigi. Nei secoli passati molte immagini e statue delle originali Madonne Nere sono state distrutte o si trovano in collezioni private. Alcune sono state riprodotte e spesso sono diventate bianche (a volte riprodotte su marmo bianco!) forse per cancellare la loro origine "pagana"!
La chiesa cattolica, nei secoli, pur non avendo alcun conforto nei testi evangelici, anzi in antitesi agli stessi vangeli, è andata elaborando una "teologia mariana" che ha concentrato sempre di più su Maria le mitologie pagane sulle divinità femminili, materne, vergini.
Persino le FESTE dedicate a Maria sono la trasformazione, anzi per meglio dire il proseguimento, di antiche feste dedicate alle madonne pagane.
Fu il concilio di Efeso a introdurre ufficialmente nella chiesa cristiana il mito pagano della Dèa madre che fecondata da un Dio padre fa nascere un essere semidivino. Maria fu proclamata "Madre di Dio" nel 431, ben 4 secoli dopo la predicazione di Gesù.
Non è un caso che ciò sia avvenuto proprio ad Efeso, città che aveva un forte attaccamento al culto di una madonna (in questo caso si trattava di Artemide o Diana).
Negli Atti degli Apostoli si racconta che quando Paolo arrivò in questa città con il proposito di fondare una comunità cristiana, incontrò una forte ostilità da parte della folla, che l'accusava di minacciare la sopravvivenza del culto della loro "madonna".
Le grida "grande è l'Artemide degli Efesini!" (Atti 19,28) mostravano la potenza di un culto che indusse Paolo a lasciare la città. Se Paolo avesse proposto agli Efesini la venerazione di Maria, certamente non avrebbe istigato una simile contrapposizione.
Il fatto è che per i primi cristiani era assolutamente impensabile la sola idea di poter avere un culto di tipo "mariano".
Chi l'avrebbe detto che dopo 4 secoli i pagani non avrebbero più temuto che il cristianesimo entrasse in competizione con il mito della dèa madre? Anzi, al contrario, i pagani sono riusciti ad introdurre i loro miti nel cristianesimo.

CULTO DEI SANTI  - I primi cristiani avevano la più totale repulsione per ogni tipo di onore o devozione sia per le persone che per le statue o immagini, essendo rigidamente monoteisti come gli ebrei. Negli Atti degli Apostoli si racconta che Pietro rimproverò Cornelio perché si era inginocchiato davanti a lui, con la frase: "Levati, anch'io sono uomo!" (Atti 10:25-26).
Non appena il cristianesimo iniziò a diffondersi in terre pagane, la prima e più immediata esigenza dei nuovi convertiti era di trovare un corrispettivo alle divinità protettrici del politeismo. La chiesa, da sempre intollerante solo quando si mette in discussione la sua autorità, ma estremamente compiacente nell'assecondare ogni compromesso spirituale pur di espandersi numericamente, ha pensato bene di istituire, prima a livello ufficioso, poi come vero e proprio dogma, il culto dei santi.
In realtà, per i primi cristiani il termine "santo" era esteso a tutti i credenti. Tutte le epistole di Paolo terminano con dei saluti, e spesso si leggono frasi del tipo "salutatemi tutti i santi che sono nella tale città", ecc.
Tuttavia, dopo circa un secolo dall'inizio dell'espansionismo cristiano, si cominciò prima a parlare di "martiri" a proposito di coloro che erano morti a causa di persecuzioni, e successivamente di "santi" per designare coloro che erano riusciti a mettere in pratica in modo efficace tutta la dottrina. Entrambi, martiri e santi, furono oggetto di culto in sostituzione della pluralità di dèi che, a livello psicologico, non potevano trovare una adeguata sostituzione nella semplice e austera adorazione dell'unico dio monoteista giudeo-cristiano.
Poiché i dèi pagani erano sempre protettori di qualche categoria di persone, si pensò bene di attribuire ad ogni santo una particolare predisposizione nel proteggere persone, luoghi o eventi.
La festa del dio locale diventò la "festa del patrono".
Anche molti templi dedicati agli dèi e alle dèe pagane furono rinominati con nomi di santi simili ai nomi delle antiche divinità.
Cosicché, ad esempio, molti templi di Giove divennero chiese di San Giovenale. Ci sono poi innumerevoli luoghi dedicati alle divinità femminili, principalmente templi di iside, che sono poi diventate chiese dedicate a Maria.

CANDELORA - I romani, per le calende di febbraio, illuminavano la città per tutta la notte con fiaccole e candele, in onore della deaFebrua, madre di Marte, dio della guerra, e imploravano dal figlio la vittoria contro i nemici. La chiesa cattolica ha mantenuto la festa modificandone il significato, dedicandola alla commemorazione del rito di purificazione di Maria che, come tutte le donne ebree, dopo aver partorito, si sottopose al prescritto periodo di isolamento, una sorta di quarantena dettata da precauzioni igieniche sia pure codificate sottoforma di pratica religiosa.
MAGGIO - Secondo la chiesa cattolica, "mese della madonna". In realtà il mese di maggio era dedicato dalla religione romana  alla Dèa Maia. E' sempre a lei che erano dedicate anche le rose.

SAN GIOVENALE  - Questo santo non è mai esistito, si tratta di una denominazione vagamente "cristianizzata" con cui si rinominavano i templi di Giove trasformati in chiese. (fonte)



Altre feste pagane che negli anni sono scomparse oppure "riciclate".

24 dicembre - 20 gennaio: Bet
24 dicembre: Giorno della Betulla

25 dicembre: .
Festa di Ecate.
Sol Invictis.
Festa di Dagda.

31 dicembre: Festa di Artemide.
Notte del Popolo Fatato.

01 gennaio: Capodanno.
Festa di Giano.

06 gennaio: Festa di Iside.
Festa di Holla, di Frigg e di Fulla.
Festa di Berchta.
Battesimo di Osiride.
Festa dei miracoli.

09 gennaio: Festa di Selene.

17 gennaio: Festa di Odino.

17 febbraio - 21 gennaio: Giorno del Sorbo

31 gennaio: Grande Sabba di Brigit.

01 febbraio: Imbolc.
Festa di purificazione.

02 febbraio: Candelora.

06 febbraio: Festa di Dioniso.

07 febbraio: Festa di Selene.

14 febbraio: Festa dell'amore.

18 febbraio – 17 marzo: Nion

18 febbraio: Giorno del Frassino.

27 febbraio: Festa di Marte.

05 marzo: Festa di Iside ed Ecate.

11 marzo: Festa di Artemide.

15 marzo: Festa di Penitenza.

17 marzo: Festa di Ishtar.

18 marzo – 14 aprile: Fearn

18 marzo: Giorno dell'Ontano.

20 – 21 marzo: Equinozio di Primavera.
Grande Sabba.
Festa di Oestara e della giovinezza.
Festa di Freya.
Giorno della Ginestra.

23 marzo: Morte di Attis.

25 marzo: Festa di Attis risorto.
Festa di Adone.

31 marzo: Festa della Luna.
Festa delle Rune (divinazione).

15 aprile – 12 maggio: Saile

15 aprile: Giorno del Salice.

20 aprile: Festa delle Fate.

28 aprile: Festa di Flora.

30 aprile: Notte di Valpurga.

01 maggio: Festa di Fauna (Bona Dea).

01- 04 maggio: Beltane.
Grande Sabba dell'Estate,
Calendimaggio.
Festa di Cerere.
Festa di Morrigan.

08 maggio: Festa delle Dee.

09 maggio: Festa di Artemide.

11 maggio: Festa di Frigg.

13 maggio – 09 giugno: Hat

13 maggio: Giorno del Biancospino.

18 maggio: Festa di Aradia.

20 maggio: Festa di Gea.

28 maggio: Festa della Geomanzia.

09 giugno: Festa di Vesta.

10 giugno – 07 luglio: Duir

10 giugno: Giorno della Quercia.

15 giugno: Festa di Baldur.

20 giugno: Festa di Atena.

21 – 24 giugno: Solstizio d'Estate.
Grande Sabba della Terra.
Festa di Giano.
Festa della Natura.
Giorno dell'Erica.

24 giugno: Notte di S. Giovanni (erbe e magia).
Festa di Foris.
Festa della Fortuna.

05 luglio: Festa d'Estate dei Quattro Elementi

08luglio: Giorno dell'Agrifoglio.

08 luglio - 04 agosto: Trinne

22 luglio: Festa della Grande Madre.

28 luglio: Festa di Thor.

31 luglio: Grande Sabba del raccolto.

01 agosto: Lunghnassadh (festa di Lug)

04 agosto: Festa di Atena.

05 agosto – 01 settembre: Coll

05 agosto: Giorno del Nocciolo.

10 agosto: Festa degli Dei.

13 agosto: Festa di Diana.

19 agosto: Festa di Venere.
Festa di Cibele.

02 settembre – 27 ottobre: Muin

02 settembre: Giorno della Vigna.

03 settembre: Festa di Iside.

08 settembre: Festa di Tyr.

21 – 23 settembre: Equinozio d'Autunno.
Grande Sabba d'Autunno.
Giorno del Pioppo.

29 settembre: Festa di Mercurio.

30 settembre – 27 ottobre: Gort

30 settembre: Giorno dell'Edera.

04 ottobre: Festa del Bosco.

16 ottobre: Festa di Astarte.

20 ottobre: Festa di Pan.

22 ottobre: Festa degli Elfi.

28 ottobre – 24 novembre: Peith

28 ottobre: Giorno del Tiglio.

31 ottobre: Grande Sabba di Hallowe'en.

01 novembre: Samhain.

10 novembre: Festa di Loki.
Festa degli Antichi Spiriti.
Festa di Epona.

11 novembre: Festa di Sucellus.

18 novembre: Festa di Artia.

25 novembre – 22 dicembre: Ruis

25 novembre: Giorno del Sambuco.

30 novembre: Festa di Diana.

03 dicembre: Festa di Myrddin (Merlino).

08 dicembre: Festa d'Inverno dei Quattro Elementi.

12 dicembre: Festa degli Gnomi.

20 dicembre: Festa di Cernunnos.

21 – 23 dicembre: Solstizio d'Inverno.
Grande Sabba d'Inverno.

23 dicembre: Giorno del Tasso, Idho.

Leggi anche Il paganesimo in Albania da oltre 3000 anni

"La Statua della Vittoria" di Belgrado , dedicata agli albanesi ma i serbi non lo sapevano

Nella storia molte statue sono state usate come simbolo di potere e di forza , lo stesso puo dirsi per la Statua della Vittoria , a Belgrado ,   opera dello scultore croato Ivan Meštrović costruita all'indomani della vittoria nella Prima guerra mondiale contro l'Impero austro-ungarico.

Originariamente doveva essere posta in Piazza della Repubblica (sempre a Belgrado) , ma a causa della sua nudità che scandalizzò la popolazione fu innalzata sulla collina della fortezza con lo sguardo rivolto verso la confluenza tra Danubio e Sava.
La statua ritrae un soldato con una spada sulla mano destra e l'aquila sulla mano sinistra , ed un copricapo albanese (chiamato plisi o qeleshe ).

Solo di recente gli studiosi serbi hanno evidenziato gli errori dello scultore croato , chiamandolo traditore in quanto avesse raffigurato un albanese e non un serbo - slavo.



Con questa statua abbiamo un altro tassello importante che conferma l'antichità del popolo albanese su tutti i territori dei Balcani , un altro tassello importante sul copricapo albanese il quale erroneamente è stato "rubato" non solo dai greci moderni e i romani ma anche dai serbi.

Qui potete trovare info sulle preoccupazione della Serbia

http://www.e-novine.com/entertainment/entertainment-tema/50559-Beogradski-Pobednik-iptar-keetom.html

https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=beogradski+pobednik+albanac

Il potere di Alessandro era l'esercito dei pelasgi , odierni albanesi - (The Academy 1880)




Lo scrittore è convinto , che il potere delle falangi di Alessandro di Macedonia è dovuta al gran numero dei " Pelasgi ", o albanesi che hanno servito loro .


Estratto da libro :
Titolo: The Academy, Volume 18 (July 17, 1880 – N.428)
Editore: J. Murray, 1880

La lingua albanese , la lingua più antica dell’Europa.

La lingua albanese è la lingua più antica dell’Europa. Essa deriva dalla lingua illirica e da quella tracio – frigia (che è della stessa famiglia della lingua etrusca), lingua ereditaria della antichissima lingua pelasgica, sulla quale i Greci costruirono la loro lingua: il greco antico.  Da questa lingua derivano la lingua ionica e quella arcadico – cipriota.

La lingua albanese è un ramo completamente separato da quelle che si chiamano lingue indoeuropee, e non deriva da nessun’altra lingua conosciuta. Noi oggi non abbiamo tracce della lingua degli Illiri antichi, se non solo alcune epigrafi rare (trascrizioni fonetiche della lingua illirica tramite le lettere greche e, successivamente, le lettere latine) che sono composte da nomi propri e toponimi tipici illiri. In verità i principi Illiri usavano la lingua greca e poi quella latina nelle relazioni con il mondo esterno, e nel frattempo il popolo parlava la propria lingua. Proprio questa lingua è una eredità enorme che i pelasgo-illiri lasciarono ai loro discendenti.


John Geipel fra tanti autori moderni nel suo libro “Anthropologie de l'Europe, histoire ethnique et linguistique”  scrive delle verità incontrovertibili:
"Nonostante gli attacchi, gli Albanesi sono rimasti isolati nelle loro montagne e non hanno quasi sentito l’impatto con gli invasori, anche se un certo numero di parole greche, latine, slave e turche sono rimaste nella loro lingua. L’invasione slava nei Balcani durante il VI secolo d.C. ha portato alla scomparsa dei dialetti albanesi nelle regioni della Bosnia e Montenegro, ma a dire la verità la lingua slava non riuscì mai a mettere radici in Albania. Nella lingua albanese troviamo la struttura di un certo numero di parole tracio-frigie, lingua quest’ultima che si è estinta nei Balcani.”
Ecco cosa scrive Norbert Jokl;
"In ogni aspetto si osserva che le lingue del patrimonio linguistico, successive alle lingue antiche dei Balcani, come la lingua illirica e la lingua tracia, sono strettamente legate alla lingua albanese”.
Il linguista Meje nel suo libro “Le lingue indoeuropee” non ha potuto determinare la vera origine dei Pelasgi e neanche della loro lingua .Così non ha potuto stabilire la connessione della lingua pelasgica con la lingua illirica e tanto meno con l'albanese, ma ha rilasciato alcune verità sorprendenti:
“Gli Illiri hanno svolto un ruolo molto importante, ma ancora mal definito, nel centro d'Europa e hanno agito in varie direzioni: verso il mondo germanico, con il quale i rapporti e gli scambi  sono stati intensi; in Italia dove si trovavano molte tribù illiriche (è stato anche ipotizzato che il popolo Umbro fosse un ramo illirico); queste tribù illiriche devono essersi spostate anche nel Sud dei Balcani dove tanti toponimi ci indicano una colonizzazione illirica coperta in seguito dalla colonizzazione ellenica. Anche i Filistei, i quali fondarono la Palestina, si devono considerare di origine illirica. La radice di molte parole e alcuni nomi sono illirici”.
Tuttavia rimane oscura la questione della lingua dei Pelasgi:
“le regioni che i Greci occuparono erano abitate prima del loro arrivo da una popolazione di razza sconosciuta, che parlava una lingua sconosciuta e che conosciamo solo sotto i nomi di Pelasgi, Lelegi, Cari ecc. Secondo i toponimi arrivati a noi, questi popoli parlavano una lingua non indoeuropea. Secondo gli scrittori antichi la lingua pelasgica (nome non molto chiaro che sembra essere stato usato per lingue pre-ellene diverse) era ancora in uso nel V secolo a.C. sulla costa della Tracia,  nella  Propontide meridionale, e in alcune isole come Imbro, Lemno, Samothrake fino in Creta”.
Infine ecco un altro paragrafo tratto da uno studio proposto dallo studioso e filologo Zaharia Majani  sugli Etruschi e le tribù della stessa stirpe Tracio-Illiriche:
“Erodoto, secondo una diffusa tradizione,  considerava l’Anatolia come il punto di partenza degli Etruschi per l’Italia. Verso il 1300 a.C. questa regione dell’Anatolia era popolata dagli Illiri e dai Traci venuti dai Balcani. Cosi i Macedoni diventarono Frigi in Anatolia. I Dardani balcanici si sono trasferiti in Troade. Essi parlavano dialetti illirici , una lingua indoeuropea unica, né greca e né latina. Ecco perché i latinisti e gli ellenisti non hanno potuto fino ad oggi interpretare la lingua degli etruschi. Essi cercavano la chiave interpretativa in queste due lingue classiche; ma questa chiave si trova da un'altra parte. Solo la lingua illirica ci permette di avvicinarci all'interpretazione della lingua etrusca. In fine la nostra fonte principale rimane la lingua albanese, l’unica lingua balcanica ancora viva, alla base della quale rivive la lingua illirica.”
In realtà bisogna dire che i primi linguisti del periodo compreso tra il XIX secolo e l’inizio del XX secolo hanno basato i loro studi esclusivamente sulle affinità di tre lingue: sanscrito, greco e latino .Ecco perché questo problema etnico-linguistico è rimasto senza soluzione. Non è stato tenuto conto del fatto che la lingua pelasgica è più antica di quella greca ed addirittura di quella sanscrita. Non si è tenuto conto neanche dell’ influenza della lingua pelasgica nella formazione di lingue più tardive. Oltretutto, va considerata l’influenza che ha avuto la lingua illirica nelle lingue balcaniche.
Liberamente tratto dal libro, Albanie ou l'incroyableodyssée d'un peuple préhellénique dell’autore Mathieu Aref


Tratto dal libro L’etrusco lingua viva dell’autrice Nermin Vlora Falaschi

Gli albanesi sono discendenti diretti dei primi ariani, tribù illiriche, macedone e Epirote - New York Times (1919)

Il New York Times - current history: the European war nel 1919 scriveva che gli albanesi sono discendenti dei primi ariani.



"E 'ormai ben consolidata, che gli Albanesi sono i diretti discendenti dei primi immigrati Ariani, che erano rappresentati in epoca storica dalle tribù illiriche, macedone e epirota."



Titolo: New York Times - current history: the European war, Volume 17
Editore: The New York Times Co., 1919


I Dardani popolazione illirica, forse coloro che avevano per totem l'ape

Dardani popolazione illirica, forse coloro che avevano per totem l'ape
p.202 

Titolo: Doxa, Volume 3
Editore: S. A. Tumminelli, 1950
Foto : Dea cretese con testa d'ape

"Viva l'Albania! Abbasso il fascismo" , fu condannato dopo l'attentato a Vittorio Emanuele III

Vittorio Emanuele III decise di visitare l'Albania il 12 aprile 1941 ,ma arrivò nel paese un mese più tardi, dopo essere stato rassicurato dalla polizia fascista italiana di Tirana che fossero state adottate tutte le misure di sicurezza. Laçi, un ragazzo di 19 anni seppe della visita di Vittorio Emanuele in Albania quindici giorni prima del suo arrivo, il 2 maggio 1941. Successivamente riuscì a trovare un lavoro presso l'Hotel International, dove Vittorio Emanuele sarebbe rimasto. Il ragazzo che tanto odiava gli invasori prese in prestito una pistola Beretta M1915 da  un altro patriota albanese . Il 17 maggio 1941, Vasil Laci  indossava il costume tradizionale albanese , ha attaccato la macchina in cui Vittorio Emanuele e Shefqet Bej Verlaci , primo ministro albanese viaggiavano accompagnati dai ministri del governo. Ha sparato quattro colpi verso di loro gridando "Viva l'Albania! Abbasso il fascismo", ma non è riuscito ad uccidere nessuno.
Laçi è stato arrestato immediatamente e giustiziato per impiccagione dieci giorni dopo. E 'stato comunque uno dei primi ad essere dichiarato "Eroe popolare d'Albania . Il suo tentativo di assassinare i è stato drammatizzato in primo luogo come un libro e poi un film nel 1980 film intitolato Bullets per il Imperator ( albanese : Plumba Perandorit ). Attualmente, un monumento si trova a Tirana per onorare le sue azioni.



La lingua albanese non è altro che l'Antico Greco ( Philip Hubert Gengembre, 1894)


Il costume è in realtà albanese, così come la maggior parte delle persone di questo paese Mediterraneo (Grecia). . .
. . . La lingua albanese non è altro che il greco antico, il pelasgico, il cui segreto preistorico è ben custodito dal resto del mondo, come i pellerossa(indiani d'America) e i costruttori dei tumuli.



Titolo: The Atlantic Monthly, Volume 73
Autore: Philip Hubert Gengembre
Editore: Atlantic Monthly Company, 1894

Campagna chok in Albania : Ti trovo la fidanzata se lasci il fuoristrada a casa

Una campagna di sensibilizzazione per le vie di Tirana prende ti mira coloro che girano in fuoristrada e auto di lusso di grossa cilindrata per fare colpo sulle ragazze. Un modo per far usare di più le bici. Tirana è stata collocata ultimamente tra le città più inquinate in Europa.
il testo dice "te la trovo io la fidanzata ,solo se lasci la X6( Bmv x6) a casa.



La lingua dardana(dialetto illirico) era la lingua dell'imperatore Giustiniano (Arnold Joseph Toynbee,1969)

Da quello che sappiamo, Giustiniano avrebbe parlato il dardano (diletto Illirico) , oltre che il  latino.

Titulo: Some problems of Greek history
Autore: Arnold Joseph Toynbee
Editore: Oxford University Press, 1969


Chi era Giustiniano I (la sua storia su Wikipedia)



Gli albanesi e gli etruschi sono i rappresentanti puri e veri dell'Europa , civilizzatori dell'Italia : Domenico Palladino, 1939

Gli studiosi antichi vedevano nei Tosk albanesi(abitanti del sud dell'Albania) i resti dei nostri civilizzatori: " Gli albanesi e gli etruschi sono i primi rappresentanti puri e veri dell'Europa"


Titolo: Iapigia, Volume 10-11
Collaborazione: Società di storia patria per la Puglia
Editore: Domenico Palladino, 1939

Tipico costume dell'Albania del Sud - gli albanesi del sud sono chiamati TOSK e quelli del Nord Gheg 

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