GLI “ARBÈRESHE” DELL’ARGENTINA

Tratto dal Libro "Etnografia ed Albanesità" di Donato M. Mazzeo , Anno 1986

GLI “ARBÈRESHE” DELL’ARGENTINA

Caro Mazzeo,
nei miei frequenti viaggi per il mondo ho incontrato, molto spesso, persone di discendenza albanese ed in particolare “Arbereshe” che, nei nuovi paesi di adozione, continuavano a mantenere vivi le tradizioni, la lingua e lo spirito delle comunità di origine.
In particolare sono rimasto profondamente colpito dalla comunità “Arbéreshe”di Buenos-Aires, che ho avuto modo di “scoprire”e di conoscere nei mesi scorsi.
Tra emigrati, loro figli e nipoti, la comunità di Buenos-Aires supera le 25 mila unità.
Arrivati in gran parte dalla Calabria, Sicilia e Basilicata nel 2° dopo-guerra gli “Arbèreshe”sono tuttora animati da un profondo senso comunitario: mantengono rapporti stretti con i paesi di origine, rispettano le tradizioni, parlano e cantano in albanese, allargano e consolidano l’amicizia tra di loro, non perdono occasione per ritrovarsi tutti insieme a festeggiare gli avvenimenti e le date più significative, grande e vivo è lo spirito di solidarietà.
L’idea di un circolo “Arbèreshe”partita inizialmente da un piccolo gruppo di Frascineto, si è sviluppata e concretizzata con il coinvolgimento di emigrati Calabresi e Lucani.
Ora la Comunità dispone del suo circolo, ha eletto i suoi dirigenti e punta sull’obiettivo ambizioso di costruire la “Casa degli Arbèreshe” di Buenos-Aires.
I Dirigenti del circolo sono già alla ricerca di un suolo nel centro della capitale, hanno interessato anche la chiesa di rito greco-ortodosso ed è stata lanciata la sottoscrizione dei fondi necessari.
Sono obiettivi ambiziosi ma realizzabili a queste condizioni:
- che l’entusiasmo dei Dirigenti, tutti politicamente legati ai partiti democratici, si estenda alla gran massa della Comunità;
- che anche le istituzioni regionali del nostro Paese intervengano per sostenerli. Le nostre istituzioni già nel passato sono intervenute nei paesi di emigrazione Italiana per sostenere l’apertura di circoli e la costituzione di associazioni regionali, si sono stabiliti rapporti regolari tra Consigli Regionali e le rispettive associazioni all’estero con visite ed incontri, nei bilanci regionali sono regolarmente stanziati i fondi per l’attività di emigrazione.
Se questo avviene già per l’Associazione Calabrese, o Sarda, o Friulana, o Lucana, perché non deve avvenire anche per le minoranze etniche di queste regioni?
D’altra parte gli Arbèreshe si rendono conto che senza un centro organizzato di attività, di cultura, di direzione e di orientamento, non è possibile mantenere viva e vitale una comunità in una città di oltre 10 milioni di abitanti. Senza un centro unificatore i giovani vengono travolti dall’ambiente esterno, i fatti di tradizione e di lingua si attenuano sempre di più, la comunità si sgretola e rimane solo l’amore struggente dei vecchi per la loro patria di origine.
Di ciò devono rendersi conto anche le istituzioni regionali, lo stesso governo nazionale e anche noi “Arbèreshe” d’Italia.
Il messaggio che i nostri compatrioti mi hanno consegnato è proprio quello di far conoscere a tutti il loro nuovo impegno ad invitare gli Arbéreshe d’Italia a sostenerli stabilmente con loro rapporti culturali, con reciproche informazioni e visite, a stimolare le Regioni di Basilicata, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise e Puglia ad appoggiare la loro iniziativa.

On. Donato Scutari



Foto dal web




Etnografia ed Albanesità - un libro di Donato Michele Mazze


In copertina: (1939) L'Albania è - per avventura e confusione, dice Denis Mack Smith - "annessa" all'Italia. L'Ente Provinciale del Turismo promuove, con l'Avv. Antonio Lancieri di Melfi, una manifestazione culturale e ricreativa con un gruppo folkloristico Arberesh di Barile a Monticchio Laghi.

CENTRO STUDI SIROI

FINITO DI STAMPARE NEL MESE Dl SETTEMBRE 1986
Tipolito Alfagrafica VOLONNINO
LAVELLO (Pz)


De Niro, Raul Bova e Remo Girone in Albania per la festa 100 anni d'Indipendenza.



Quest'anno l'Albania festeggia 100 anni di indipendenza dall'Impero Ottomano . In tutto il mondo gli emigranti albanesi stanno organizzando eventi e concerti.
Anche a Tirana il 28 novembre ci saranno ospiti internazionali e molti italiani. Sono stati invitati dagli organizzatori dell'evento anche gli attori, Robert de Niro , Raul Bova e Remo Girone (quest 'ultimo conosciuto in Albania negli anni 90 , per la serie tv La Piovra dove interpretava il ruolo del malavitoso Tano Cariddi).


In Albania, weekend nei bed & bunker


di Fausto Biloslavo

In Albania, weekend nei bed & bunker

Alcuni sono in riva al mare, altri incastonati sulle spettacolari montagne, altri ancora in mezzo a una bucolica campagna... I 750 mila bunker albanesi non sono solo il ricordo della paranoia del dittatoreEnver Hoxha per un’aggressione straniera. Queste costruzioni in cemento armato a forma di igloo stanno per diventare "stazioni di sosta" per i sempre più numerosi turisti che sbarcano nel paese delle aquile alla ricerca di una natura incontaminata.
L’idea è venuta a Iva Shtrepi, studentessa albanese dell’Università tedesca di Magonza. La sua tesi di laurea sul "Bunkerkunft", un gioco di parole con il vocabolo tedesco "Unterkunft" (alloggio), ha dato vita a un percorso di riconversione in chiave turistica delle casematte dei tempi dei regime: i "bed & bunker". Alcune ricostruzioni al computer hanno creato interni minimalisti, eppure confortevoli. Ma il punto forte è la vista mozzafiato sul paesaggio circostante, attraverso le feritoie.
Negli anni Settanta il regime comunista aveva costruito in media 24 casematte ogni chilometro quadrato. Dopo il crollo del ’91 molte erano state adibite a bar, negozi, stalle, ma la maggior parte erano state abbandonate. Da qui il progetto di Iva Shtrepi. Con un gruppo di universitari albanesi e tedeschi la studentessa è passata all’azione, trasformando in un miniostello il primo bunker, nella città costiera di Tale, a 50 chilometri da Tirana. Il test pilota intende dimostrare che i bunker "sono una risorsa, un elemento attraente del paesaggio". Risorsa sostenibile: il pernottamento costa 8 euro.

fonte : panorama.it

IL RUOLO DEGLI ARBËRESHË NELLA STORIA DELL’ITALIA", INCONTRO IL 6 NOVEMBRE A TRIESTE

ASAT, associazione degli studenti albanesi dell'Università degli studi di Trieste, organizza una conferenza, in italiano, incentrata sulla minoranza etnica degli Arbëreshë d’Italia con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio storico, artistico, letterario e spiegandone l’identità etnica e culturale per sottolineare il senso di appartenenza ad un’unica storia.
La cultura arbëreshë, infatti, è ancora oggi caratterizzata da elementi specifici che rendono la presenza di tale comunità una forte fonte di arricchimento per la comunità locale stessa nella sua totalità.
Per spiegare e capire meglio la situazione si vorrebbe assicurare la presenza di illustri rappresentanti della comunità Arbëreshe e non solo.
L'evento sui social network: facebook

La cultura albanese a Trieste - grandi eventi a novembre 2012

L’associazione degli Studenti Albanesi a Trieste – ASAT, in occasione del centenario dell’indipendenza dell’Albania, organizzerà per tutto il mese di novembre una 
serie di eventi culturali intitolata “La cultura albanese a Trieste”.

L’evento sarà inaugurato dalla conferenza "Il ruolo degli arbereschi sulla storia d’Italia”, seguito dalla proiezione del film-documentario “Rescue in Albania” – La salvezza in Albania. I giorni successivi apriranno la settimana del cinema albanese a Trieste , durante la quale saranno proiettati diversi film, uno dei tanti è “Un varco per Roma” ; l’evento si concluderà con la mostra fotografica di Marubi.

L’idea di organizzare la conferenza nasce in primis dalla curiosità e dall’interesse di conoscere e approfondire in modo dettagliato la storia della comunità arbreshe (arbereschi) in Italia, poco conosciuta. La comunità conserva ancora oggi un’eredità culturale e folcloristica notevole, e non stupisce il fatto che siano state molte le personalità di spicco quali Francesco Crispi, Antonio Gramsci che hanno dato il loro contributo alla storia d’Italia.
Gli arbreshe hanno svolto un ruolo fondamentale nella vita politica dello stato italiano, grazie al loro spirito di libertà e di orgoglio, caratteristica che si tramanda da generazioni nella comunità arbreshe.
La lingua arbereshe, la cultura, le tradizioni e la religione costituiscono i punti cardini, poiché conservano di fatto l’identità di questa comunità che si formò con la costruzione del primo collegio scolastico all’inizio del XVIII secolo a San Benedetto. Il collegio viene conservato gelosamente, e ancora oggi in diverse scuole italiane della Calabria, Sicilia e Basilicata si tengono dei corsi .
Alla conferenza parteciperanno due illustri professori, il prof. Francesco Altimari, docente dell’Università della Calabria, nonché membro dell’Accademia delle Scienze dell’Albania; il prof. Matteo Mandalà, docente di lingua e letteratura albanese all’Università di Palermo, i quali tratteranno questo argomento.
E’ confermata la partecipazione di autorità diplomatiche della Repubblica del Kosovo, il sig. Ibrahim Makolli, Ministro della Diaspora; la sig.ra Bukurije Gjonbalaj, ambasciatrice della Repubblica del Kosovo a Roma; il sig.Petrit Prekazi, console della Repubblica del Kosovo a Roma.
Il convegno si svolgerà nell’Aula Magna dell’Università degli studi di Trieste il 6 novembre 2012.
Nel mese di novembre si svolgeranno altre attività quali il cineforum con la proiezione di alcuni film-documentari, si citi “Besa”, il codice d’onore degli albanesi, “Rescue in Albania” testimonianza diretta dei sopravvissuti che glorificano la nobiltà degli albanesi nel salvare gli ebrei. Il documentario “Un varco per Roma” introduce varie tematiche passate e attuali della società albanese.
Il mese della cultura albanese a Trieste si concluderà con la mostra fotografica “Marubi” : le 60 fotografie in bianco e nero saranno esposte per due settimane in Piazza Unità. Pietro Marubi, fondatore della fotografia albanese e balcanica , grazie a queste foto (frutto di uno studio degli anni 1885-1890) ci mostra il vecchio bazar di Scutari, il castello Rozafa, il ritratto di Luigj Gurakuqi, e gli abiti tradizionali femminili e maschili.
Portare alla luce i valori culturali albanesi è un’impresa alquanto complessa ma al tempo stesso può essere semplice. La difficoltà è rappresentata spesso da una realtà non benevola verso il popolo albanese, ma abbiamo ancora molte cose da mostrare e queste barriere non potranno mai rappresentare un ostacolo insormontabile.



fonte  : asatrieste.it/

29 università italiane si incontrano a Tirana..



Nel Museo Nazionale di Tirana si sono date appuntamento 29 università italiane per presentare la propria offerta accademica e le opportunità di impiego attraverso la conoscenza linguistica.
Nell'ambito della XII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, nata nel 2001 per diffondere, con il patrimonio linguistico, la coscienza dei valori civili, storici e culturali che la lingua nazionale esprime e contribuisce a rafforzare, è stata organizzata una giornata di orientamento, di prospettive e rafforzamento della collaborazione tra gli Atenei dei due Paesi. Ad organizzarla insieme all’Istituto Italiano di Cultura di Tirana e all’Ufficio Scolastico, l'Ambasciata d’Italia a Tirana nella sua azione di promozione ed internazionalizzazione del sistema universitario italiano.
Anche IPSIA ha partecipato alla giornata, insieme alle Università aderenti all'iniziativa, all’Ufficio Scuole del Consolato d’Italia a Tirana, all'associazione Asan e alll’Apadi (Associazione Albanese di Professori di italiano) di recente costituzione.

Gianni De Biasi , il tecnico che ha deluso i tifosi albanesi

Una grande sconfitta per la squadra albanese di calcio contro l'Islanda il 12 ottobre giocata nella capitale albanese.
Molti critici e moltissimi tifosi sono increduli davanti alla sconfitta  in casa contro l'Islanda , un paese nordico  di soli 300 mila abitanti . L'Albania guidata dall'ex Toro Gianni de Biasi viene scavalcata così  in classifica e rimane ultima a 3 punti assieme al Cipro e alla Slovenia  perdendo una grande possibilità per la qualificazione dei mondiali 2014 in Brasile.
L'arrivo del tecnico Gianni de Biasi aveva messo entusiasmo tra i tifosi e gli stessi calciatori , ma De Biasi non è Fabio Capello o Ancelotti . I critici albanesi  non risparmiano neanche Lorik Cana il quale ha perso la grinta che aveva alcuni anni fà. Per le trasmissioni sportive albanesi De Biasi è stato semplicemente un bluff.


Papa Clemente XI - 243º papa della Chiesa cattolica con discendenza albanese


Papa Clemente XI, nato Giovanni Francesco Albani (Urbino, 23 luglio 1649 – Roma, 19 marzo 1721), fu il 243º papa della Chiesa cattolica dal 1700 alla sua morte.

Da parte del padre, Carlo Albani (1623-1684), discendeva da una nobile famiglia di antiche origini albanesi (capostipite degli Albani, in Italia, fu Filippo de' Laçi detto "l'albanese" che era un capitano delle truppe di Giorgio Castriota Skanderbeg e si trasferì ad Urbino dopo la morte dell'eroe, nel 1468) mentre la madre Elena apparteneva alla famiglia dei Marchesi Mosca di Pesaro di antiche origini lombarde/bergamasche.
Giovanni Francesco Albani aveva quindi questa lontana ascendenza albanese, come lui stesso soleva sostenere apertamente. Del resto, si interessò molto dell'Albania, occupata ormai dai turchi, soprattutto per la salvaguardia della lingua albanese e della religione cattolica, promuovendo molte iniziative e favorendo la stampa di molti libri in lingua albanese. Sotto il suo auspicio si tenne, nel 1700 a Merçine di Alessio (Lezhe) in Albania, il convegno storico di Arber dove furono prese diverse risoluzioni in favore della lingua albanese e della religione cattolica, per non permettere la loro estinzione sotto la dominazione ottomana.
da wikipedia

Ritratto di Sua Santità Papa Clemente XI


Stemma papale di Papa Clemente XI

lo stemma della famiglia degli Albani 



L'ALBANIA VUOLE ADRIANO CELENTANO

L'associazione albanese “Amici di Celentano” promuoverà una petizione per chiedere al Molleggiato di esibirsi a Tirana. Il fan club del Paese, che conta 60mila iscritti certificati, spera di raccogliere 100mila firme e realizzare un sogno che porta avanti dagli anni 70, quando il dittatore comunista Enver Hoxha censurò il brano “Chi non lavora non fa l'amore”, facendo involontariamente diventare Celentano un simbolo di libertà culturale e politica in tutta la Nazione. Anche se finora il cantante non ha mai tenuto un concerto in Albania, dopo la caduta del regime, i suoi supporter locali hanno fondato associazioni, organizzato mostre e convegni e scritto libri dedicati a lui, rivolgendogli numerosi inviti a fare tappa nel loro Paese per un live. Intanto, l'attesissimo appuntamento dell'8 e 9 ottobre con Adriano Celentano all'Arena di Verona si avvicina.


Voltolina collega a nuoto Italia-Albania


Miniatura(ANSA) - GENOVA - La prima traversata a nuoto no-stop del mare Adriatico, dall'Italia all'Albania, per un totale di 85 chilometri, portata a termine in 23h44'. E' questa l'impresa sportiva e culturale del triatleta Massimo Voltolina presentata oggi, nel 52/o Salone nautico internazionale a Genova. Impressionanti i numeri di questa performance: sono state infatti 82.440 le bracciate totali in mare aperto di giorno e di notte, 3,7 chilometri l'ora la velocita' media.

 

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