GENOCIDI NDAJ CAMEVE


Genocidi grek mbi popullin cam


Parma , la bandiera d'Albania sventola sul Ponte delle Nazioni


 E’ stata issata , sul Ponte delle Nazioni, la bandiera della Repubblica d’Albania, alla presenza del Presidente del Consiglio Marco Vagnozzi e di alcuni rappresentanti della Comunità Albanese di Parma Un traguardo importante perseguito da più di tre anni dall’Associazione albanese Scanderbeg, che prende il nome dal noto personaggio storico vissuto in Albania nel XV secolo e che rappresenta, a livello provinciale, oltre 6mila albanesi presenti sul territorio, Dopo l’incontro, avvenuto il 28 novembre, con il sindaco Federico Pizzarotti in occasione dei cento anni d’Indipendenza della nazione e culminato con il dono della bandiera Albanese, si è oggi proceduto, in occasione della rotazione delle bandiere, alla sistemazione dello stendardo sul ponte, con soddisfazione dell’Amministrazione Comunale e della Comunità Albanese. L’operazione è stata interamente finanziata dalla Comunità stessa.  

Gli Epirioti uomini fortissimi...e discendenti di Alessandro il Magno


Il quadro di Scanderbegh ad Atene


Albanesi in Calabria, anno 1840


Il dizionario Latino chiamava l'Albania e l'Epiro con la parola Arbeni


Albania nel 1914 su Le Petit Journal


Il presidente greco Karolos Papoulias ha origini albanese

Il presidente greco in carica dal Karolos Papoulias è di origine albanese. Lo si può capire visto che è nato a Jannina , nell'Epiro (territorio albanese , fino al 1913 ,finito alla Grecia poi).
Tutta la popolazione che abitava nell'Epiro era di origine albanese anche se oggi troviamo meno abitanti , in quanto sono stati cacciati dai slavo greci loro sono stati rimpiazzati con altre popolazioni slave , asiatici o africani del Nord.


Secondo il libro "Cronografia dell' Epiro, eventi e informazioni sulla provincia greca e illirica" del 1856 lo scrittore greco Panajotis Aravadinos  cita che  Taip Papulias era un comandante del reggimento creato solo da Ciam (I ciam sono albanesi dell'attuale Grecia del Nord , ma chiamati anche arvanitas ). Taip Papulias era il bisnonno dell'attuale presidente della Grecia Karolos Papoulias.

Molti scrittori importanti lo hanno citato in seguito , come lo scrittore greco - albanese Aristil Kola , il quale nel 1995 scrisse che Karolos Papoulias era un puro sangue albanese.

Il presidente Greco è diventato oggi bersaglio degli estremisti i quali lo ritengono un filo albanese.



Peppa Marriti Band - Këndò! - Live at DemoFest Lamezia Terme

MiniaturaLa Peppa Marriti Band al Demo Fest 2010 di Lamezia Terme (CZ) vincitori del Premio Etno 2010. La manifestazione si è svolta a Lamezia Terme in corso Numistrano il 23 Luglio 2010.

Këndò! (A.Conte/P.Murano)



 

Ehja ehja ehja oh!
Jemi të shëlluer te kiò qacë, ndë
Ehja ehja ehja eh!
Jemi të shëlluer te kiò qacë si dié
Atà pieqë ndàt siét e asàj qishë
Sembre aj qenë çë te vidhi bën pish
Ehja ehja ehja oh!
Jemi të shëlluer... te qaca!



Kisha njèter, njèter dhe
Kisha njèter dhe tek njèter, njèter gjellë
Kisha njèter, njèter shpi
Kisha njèter shpi tek një dhe më i mirë
Kisha njèter, njèter vashë
Kisha njèter vashezë çë rrijimë bashkë
Kisha njèter, njèter shprezë
Kisha njèter shprezë... eh jah, Nikò!

E këndòn... e këndòn...
Shpirtin tënd çë nëng e çjon....

...jo nëng e çjon... eh jah, Nikò!!!


PEPPA MARRITI BAND



CANTA!


Ehja, ehja, ehja oh!
Siamo buttati in questa piazza
Ehja, ehja, ehja eh!
Siamo buttati in questa piazza come ieri
Quei vecchi seduti negli scalini della chiesa
Sempre quel cane che fa la pipì nell'albero
Ehja, ehja, ehja oh!
Siamo buttati... nella piazza!

Avevo un altro, un altro mondo
Avevo un altro mondo in un'altra vita
Avevo un'altra, un'altra casa
Avevo un'altra casa in un mondo migliore
Avevo un'altra, un'altra ragazza
Avevo un'altra ragazza che stavamo insieme
Avevo un'altra, un'altra speranza
Avevo un'altra speranza... e dài Nicò!

E canta... e canta... il tuo spirito che non trovi!
No... non lo trovi...


PEPPA MARRITI BAND

Il cuore degli arvanitas a Londra negli anni '80


MiniaturaCome sapete gli Arvanitas non hanno mai avuto vita facile nella loro terra natia , in quanto si sono ritrovati il loro territorio preso dalla Grecia e quindi distaccati per anni dall'Albania e dagli albanesi. Le barbarie dello stato greco su questa popolazione autoctona ed in particolare le uccisioni che gli slavo greci hanno fatto non hanno però cancellato la musica e la tradizione albanese che come vediamo qui nel video il cantante Arvanitas Jorgos Margaritis canta a Londra nel 1986 una famosa canzone in lingua albanese. .Do ta pres kocidhen (gershetin)

Una statua dedicato al re dei Taulanti , al re Monun (stirpe illirica)

Una statua dedicata al re Monun , creta dallo scultore albanese Bujar Vani. La scultura è alta 4 metri e larga due.  Munun era il re dei Taulanti , una stirpe illirca del V secolo a.C molto potente ed aveva come territorio la zona dove attualmente si trova la città di Durazzo

 

Gli albanesi a Londra (in England)


MiniaturaOrganizatat e Komunitetit Shqiptar në Londër, me mbështetjen e Ambasadës së Republikës së Shqipërisë, festuan së bashku100 Vjetorin e Pavarësisë. Kjo festë e madhe bashkoj të gjithë shqiptarët që jetojnë në Mbretërinë e Bashkuar ashtu si dhe autoritetet vendore të Londrës, deputetë të Parlamentit Britanik, Ambasadat e Shqipërisë dhe Kosovës.

Londra dedica una statua a Skanderbeg

L'Inghilterra  dedica una statua all'eroe albanese Skanderbeg . Scanderbeg è ricordato come difensore della civiltà occidentale , e nel 1460 f fu chiamato l'atleta di Cristo per aver affrontato l'Impero Ottomano.

A DISTANZA DI 5 SECOLI L'EROE ALBANESE VIENE RICORDATO DAGLI INGLESI CON UN BUSTO NEL CENTRO DI LONDRA.












Ariton Canaj ucciso dalla polizia italiana per un colpo accidentale


La famiglia sostiene che il ragazzo è stato ucciso da distanza ravvicinata e non erano armati e cercano verità e giustizia

La notte fra il 20 e 21 giugno 2012 Ariton Canaj, un giovane di origine albanese di 25 anni, è stato ucciso dalla polizia italiana a un posto di blocco tra Siena e Grosseto. La sua storia è stata finora completamente ignorata dai mezzi d’informazione. I suoi genitori,  hanno deciso di fare una causa allo stato italiano dall’Albania, tra enormi difficoltà.
Intanto è nato un sito ed è stato creato un documentario per riportare davanti ai media questa storia assurda.
ll lavoro di Eduardo Castaldo ed Eva de Prosperis  è soprattutto un progetto collettivo per offrire visibilità e sostegno economico alla famiglia di Ariton gazie a un sito internet e un progetto di crowdfunding per sostenere le spese della famiglia.


«Se non lo farà, andremo noi per avere giustizia» dice il fratello di Ariton. La sua famiglia, infatti, è già pronta a dichiarare battaglia legale allo Stato Italiano, grazie anche al sostegno delle donazioni raccolte attraverso il sito produzionidalbasso.com.

MI CHIAMO ARITON
Ariton Canaj è un ragazzo albanese di 25 anni che il 21 giugno 2012 è stato ucciso dalla polizia a Grosseto.
La storia di Ariton è stata fin qui completamente fin qui oscurata dai media.
I genitori di Ariton, contadini, dall'Albania hanno fatto causa allo stato italiano.
Ariton Canaj viveva da un anno in Italia, con la sua compagna, Malika, una ragazza italiana. Aspettavano un figlio.
MI CHIAMO ARITON è anche e soprattutto un progetto, che con l'impegno di chiunque vuole portare sostegno, mediatico ed economico, alla famiglia nella sua battaglia legale contro lo stato Italiano.


IL NOSTRO PROGETTO

il minidoc che racconta la storia di Ariton é stato pubblicato sul sito del settimanale 'Internazionale'  a novembre 2012 :


IL NOSTRO OBIETTIVO

Il nostro obiettivo é di raggiungere la cifra di 12 000 euro entro l'8 maggio 2013.
La cifra sarà cosi' divisa :
46% Per le spese legali delal famiglia

46% Per le spese realtive al bambino di Ariton

8% Per coprire i costi di produzione del documentario
e di gestione della campagna a favore di Ariton (max 3000 Euro)
Aiutaci a sostenere questa causa, partecipare é molto facile, e puo' fare la differenza.

"Ognuno di noi deve dare qualcosa, per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto"

COME PARTECIPARE
Sul sito http://www.michiamoariton.org/ troverete tutte le indicazioni..

Niko Stylos: NJE POEZI SHQIPE 3.600 vjet e vjetër




Niko Stylos: NJE POEZI SHQIPE të paktën 3.600 vjet e vjetër

Të egrit ujk, të drobitur e të uritur
iu zgjidh kërthiza duke pyetur
kur lihte egërsisht
dhe kur angullinte pa përfillur kohën.

Cjap i lartë me lesh të rrallë
gjuhën duke kthyer, me të kënduar si egërsirë
i thirri atij: ç'dashke tjetër, ndale ulërimën
dhe përmbaje zemërimin.

Si kërcimtar gjuhë kërce
zgjidhu dhe thirr tingëllimat
ato që zbuloi i egri
i bërë i madh.

Kjo poezi është shkruar në njërën anë të diskut të njohur me emrin Disku i Festos ose Faistos.
Ky disk, që sot ndodhet në Muzeun Arkeologjik të Heraklionit të Kretës, u gjet nga arkeologu italian Luigi Pernier, më 3.7.1908, gjatë gërmimeve në pallatin e vjetër të Festos, i cili llogaritet se ishte në përdorim në periudhën kohore 1850 - 1600 p.e.s. Është një disk qeramike me diametër 158-165 dhe trashësi 16-21 milimetra dhe konsiderohet, nga vendi ku u gjet, se ruhej në arkivin e këtij pallati.

Për Feston, shkurt do të them, se ishte një nga qytetet më të rëndësishme të Kretës minoike gjatë mijëvjeçarit të dytë p.e.s. dhe sot është qendër (hapësirë) e shkëlqyer arkeologjike.

Për emrin e tij, që konsiderohet paragrek dhe nuk ekziston asnjë shpjegim. Unë besoj se e ka marrë nga hyu Ifestos (Ιfaistos, Ήφαιστος) me lënien jashtë (rënien) të germës nistore I (Η).
Historiani Diodor Siqelioti apo Diodori nga Sicilia (5,78), themelues të Festos konsideron Minosin dhe te Homeri emrin e tij e gjejmë te Iliada (Kënga 2, vargu 648) dhe te Odisea (Kënga 3, vargu 296).

Sipas arkeologëve, epoka minoike fillon më 2.600 p.e.s. dhe pallati parë i Festos u ndërtua rreth vitit 2.000 p.e.s. me argolitodomi (αργολιθοδομή1), siç e quajnë, domethënë me ndërtim muresh prej gurësh pa asnjë përpunim.

Niko Stillo Gazeta Shqip



Stemma di Scanderbeg al castello di Svevo di Barletta (Puglia)

IMPORTANTE: STEMMA DI GIORGIO CASTRIOTA SKANDERBEG AL CASTELLO SVEVO DI BARLETTA.

 Questo stemma è la testimonianza del suo arrivo in Puglia nel 1462, venne in aiuto al Re D'Aragona di Napoli per attaccate il Principe Orsini di Taranto. Pare che la battaglia avvenne in "Zona Casa Rossa" a San Marzano (TA). Se notate lo stemma a sulla sinistra l'aquila a due teste e a destra un leone rampante. Questo stemma è presente anche nel Palazzo Marchesale di San Marzano, fatto realizzare dal Capitano di Skanderbeg Demetrio Capuzzimati nel 1530. Ancora oggi a San Marzano si parla la stessa lingua che parlava Skanderbeg.

 Ricerche a cura del Gruppo Culturale "San Marzano Turistica"


Albania : come la vedono gli albanesi , come la vedono i nemici e com'è realmente

L' Albania :  1) Come la vedono gli albanesi , 2) Come la vedono i nemici , 3) Com'è realmente 



I simboli albanesi nell'Unità d'Italia


(Foto decorazione 1907)

Qui sono raccolti tutti quei simboli di famiglie illustri ITALIANI E ARBERESHE per l'Unità d'Italia nel 1861

GUARDATE ATTENTAMENTE le due  foto in alto in centro con i simboli albanesi




Gli Spartani - gli uomini giganti e forti della stirpe illirica


Perchè non c'è traccia della traduzione della lingua greca antica ma solo della lingua albanese ?
VE LO SIETE MAI CHIESTI ? Perchè la Grecia antica era fatta dagli albanesi !!

Chi erano gli spartani ?
Gli spartani erano un esercito di Sparta (del 3-4 secolo a.c) e sono ricordati oggi per il loro coraggio , per la loro preparazione e per la loro potenza. Dopo di loro solo Scanderbegh (eroe albanese del 1450) viene ricordato per aver avuto un braccio forte e potente come il loro.

Si diceva che «un soldato spartano valeva molti uomini di qualsiasi altro Stato».
Il coraggio è stato uno dei principali punti di forza per gli Spartani e nell'area balcanica solo un popolo ha resistito alle tempeste e alle guerre , solo gli albanesi !

Gli Spartani abitavano la parte dell' attuale Nord della Grecia( fino al 1912 terra albanese ) , chiamata anche Epiro  e loro non si chiamavano Spartani ma SHPATAT ed era una legione che in Albanese vuole dire i Spadieri , chiamati anche Doriani che singifica Dora ian ( in albanese Mano nostra ).

Sparta è situata nell'Epiro ed è facile notare che quella parte dell'attuale Grecia era  abitata da stirpe illiriche.

C'erano una volta gli spartani gli uomini coraggiosi e con il braccio forte , un braccio così forte che l'ha avuto solo Scanderbegh in seguito.



L'attuale Grecia ha creato una storia fantasticando e prendendo i meriti agli albanesi.

L'attuale Grecia è uno stato artificiale creata grazie agli albanesi i quali li hanno dato l'indipendenza del 1821 , combattendo contro i turchi , ma che sono stati cacciati dalle loro terre proprio dai slavi e dalla chiesa ortodossa la quale non voleva abitanti del posto sostituendo gli albanesi cacciati con slavi e nord africani. Infatti dopo l'indipendenza del 1821 la Grecia è subito diventata la culla dell'ortodossia in Europa alla pari con la Serbia , due paesi che hanno preso i meriti della storia all'Albania .

Associazione Scanderbeg Parma , l'associazione dei Record !!!


Darka e 100 Vjetorit ne Parma, Itali - Çmimi "Skenderbeu" dhe pershendetjetIn Italia ci sono diverse associazioni albanesi , ma quella che ha saputo investire di più sulla collaborazione tra cittadini albanesi è sicuramente l'associazione Scanderbeg di Parma che anno dopo anno sta diventando un punto di riferimento per i cittadini albanesi a Parma . Nel seguente video la cena del Centenario dell'Indipendenza Albanese organizzata dall'associazione albanese "Scanderbeg Parma". Il premio "Skenderbeu" a Haki Doku. I saluti degli ospiti

 

La Nato festeggia nella sede Centrale il centenario Indipendenza Albania

Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen taglia la torta assieme al ministro albanese per il centenario Indipendenza Albania


Albanesi in Russia - Centenario Indipendenza Albania


Skopje in Macedonia gli albanesi festeggiano i 100 anni dell'Albania

Gli albanesi della Macedonia festeggiano i 100 anni dell'Albania .Gli albanesi della Macedonia resistono nonostante anni di repressione slava .



RUGOVA e CLINTON con il copricapo albanese

In questa foto vediamo Bill Clinton ex presidente degli Usa e Ibraim Rugova (ex presidente del Kosovo durante la dittatura di Milosevic) con il copricapo albanese mentre sfilano davanti al popolo albanese del Kosovo.Proprio a Pristina è stata costruito una statua che rappresenta Bill Clinton che saluta con la mano sinistra. Questa foto è stata scattata nel 1999 circa. Questi giorni di festeggiamenti  nei paesi albanofoni vanno anche a Rugova (morto nel 2006) 





Valona , la festa 100 anni dopo l'indipendenza

Una folla immensa ha riempito le strade di Valona per partecipare alla festa del centenario dell'Albania .Il 28 novembre 2012 nella città di Valona fu alzata la bandiera albanese , dichiarando la libertà dall'impero ottomano.




Gli albanesi festeggiano a Times Square NYC.

Gli albanesi negli Usa festeggiano a Times Square NYC. il centenario dell'Albania.
Guardate che emozione vedere i simbolo degli albanesi riempire le strade di New York



I rom rovinano la torta in Albania

Il 28 novembre 2012 , durante la festa del centenario dell'Albania , a Tirana è stata costruita una mega torta dove i turisti e gli albanesi potessero assaggiare una fetta di torta fatta da 200 pasticcieri albanesi Mentre la gente comune era in fila per assaggiare la torta , alcuni bambini di etnia rom sono saliti sulla torta calpestandola e rovinandola .Subito dopo i rom hanno rischiato il linciaggio in quanto un gruppo di nazionalisti albanesi li ha isolati e fatti allontanare. Ecco le immagini

Lionel Messi fa gli auguri all'Albania per i 100 anni di indipendenza

Il campione argentino Lionel Messi con una maglia albanese per augurare ed essere vicino a tutti gli albanesi per la festa del centenario.

La Bandiera albanese alle Maldive

la bandiera albanese alle Maldive per i 100 anni dell'Albania

Ihsan Nexhmi Budo , l'albanese che salvò i 20 mila prigionieri dell'essercito italiano


Il personaggio di cui vi parliamo è un uomo di 92 anni di Argirocastro (sud Albania), arrivato a vivere così a lungo , forse grazie alle benedizioni ricevute dai  soldati italiani salvati nella seconda guerra mondiale sul fronte di guerra al nord della Grecia.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale molti soldati italiani rimasero "bersaglio" sia de i greci , sia dei partigiani albanesi.

Molti albanesi in quel periodo si riunivano tra di loro e Ihsan si trovo in un battaglione con partigiani albanesi i quali stavano programmando di attaccare il battaglione dei 20 mila soldati italiani , quasi tutti stanchi e abbandonati dall'Italia.

I partigiani albanesi volevano appropriarsi del arsenale del battaglione italiano che si trovava a Saranda e Ihsan penso bene a trattare con i generali italiani per salvare la vita a qui italiani  ma anche salvare la vita a tanti albanesi in quanto i due schieramento avrebbero combattuto causando molte vittime.

L'albanese coraggioso e dal cuore buono aiutò il battaglione italiano ad avvicinarsi alle coste dello ionio per imbarcarsi sulle navi italiane per poi rientrare in patria.


Ihsan Nexhmi Budo aiutò anche il rimpatrio di molti altri italiani , bersaglio dei fascisti.

Molti soldati italiani caddero  , ma molti tornarono vivi anche grazie a soldati come Ihsan Budo il quale fu anche imprigionato durante la dittatura comunista e pago personalmente con 35 anni di galera perchè ritenuto dissidente dal dittatore Enver Hoxha.

100 anni di indipendenza dell'Albania , ecco le bandiere albanesi sui balconi in Italia (foto)

100 anni di indipendenza dell'Albania , ecco le bandiere albanesi sui balconi in Italia (foto)




I tesori d’Albania al Vittoriano a Roma

Complesso del Vittoriano a Roma
A Roma oggi(20 novembre 2012), alle 17.30, presso il Complesso Museale del Vittoriano, si inaugura la mostra "Tesori del patrimonio culturale albanese" che presenta, fino al 6 gennaio, in occasione delle celebrazioni per il 100.mo anniversario dell'indipendenza del Paese, un excursus nel patrimonio archeologico e storico-culturale dell'Albania con lo scopo di riscoprire e promuovere la componente europea dell'identità culturale albanese.

Facendo conoscere al vasto pubblico uno straordinario insieme di oltre centocinquanta reperti, manufatti ed opere realizzate dalla preistoria al XVII sec. provenienti dai più importanti musei archeologici dell'Albania ed esposte per la prima volta in Italia, si intende contribuire alla piena comprensione del posizionamento e del ruolo della Repubblica d'Albania nello spazio europeo.

Un patrimonio culturale che non solo è espressione della cultura tradizionale nazionale ma è anche testimonianza nei secoli delle relazioni culturali del Paese con gli altri popoli europei. All'inaugurazione saranno presenti il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi e degli Esteri Giulio Terzi, il ministro albanese degli Affari Esteri Edmond Panariti e della Cultura Aldo Bumci.

L'apertura al pubblico sarà anticipata da un conferenza stampa, che avrà luogo presso la Sala Zanardelli, questa mattina.

Saranno presenti il ministro Aldo Bumci, l'ambasciatore dell'Albania a Roma Llesh Kola, Apollon Bace, direttore dell'Istituto albanese per la Conservazione del Patrimonio Culturale, Louis Godart, consigliere per la Conservazione del patrimonio artistico del presidente della Repubblica italiana, Enrica Pagella, direttrice generale dei Musei di Torino ed Alessandro Nicosia, direttore del Complesso del Vittoriano.

La mostra si terrà poi a Torino dal 22 gennaio al 7 aprile. 
La mostra vanta l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è promossa dal ministero degli Affari Esteri e dal Ministero del Turismo, Cultura, Gioventù e Sport della Repubblica d'Albania con l'Ambasciata della Repubblica di Albania in Italia, in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e il ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l'Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e la Città di Torino.
La curatela è di Apollon Bace, direttore dell'Istituto dei Monumenti della Repubblica d'Albania, con la collaborazione di Shpresa Gjongecaj dell'Istituto di Archeologia d'Albania e Neritan Ceka, archeologo e consigliere del primo ministro per la cultura e il patrimonio culturale albanese, con il coordinamento generale e la direzione di Alessandro Nicosia.

Scanderbeg arrivò a Roma nel 1466, ecco la casa dell'atleta di Cristo nella città eterna

Scanderbeg arrivò a Roma nel 1466, ecco la casa dell'atleta di Cristo nella città eterna

Palazzo Scanderbeg Bene Pubblico - Atto Secondo

Centenario dell'indipendenza dell’Albania con il film Nentori i dyte

TORINO - Ultimo appuntamento di CinemaInstrada 2012 che viene organizzato in collaborazione con il Centro di Cultura Albanese in una serata che prevede alle ore 20 un incontro dedicato al centenario della proclamazione di indipendenza dell’Albania e alle 21 la proiezione della versione restaurata di ‘Nentori i dyte’ (titolo italiano: Il secondo novembre), uno dei più famosi film storici albanesi che racconta l’importante evento di un secolo fa. 
Il titolo dell’incontro è "Storia della proclamazione d'indipendenza dell'Albania" e verrà condotto dal professore Guido Franzinetti con la partecipazione di Benko Gjata, giornalista, corrispondente dell'Ata (Agenzia Telegrafica Albanese) in Italia. 
La restaurazione del film, che CinemaInStrada propone in lingua originale con sottotitoli in italiano, è iniziata lo scorso 4 settembre dall’originale 35 mm, come iniziativa dell’Archivio Cinematografico Albanese e dell’Albanian National Film Center per celebrare l’importante ricorrenza del 28 novembre. 


‘NENTORI I DYTE – scheda del film 
Titolo italliano: Il secondo novembre 
Regia: Viktor Gjika 
Anno di produzione: 1982 - Durata: 93’ - Paesi: ALBANIA 
interpreti: Sander Prosi, Reshat Arbana, Robert Ndrenika, Mario Ashiku, Sulejman Dibra, Demir Hyskja. 
Sinossi: 
Grande produzione e cast d'eccezione per quello che è considerato uno dei più famosi film storici albanesi. “Il secondo novembre” del regista Viktor Gjika è un appassionante resoconto sulle difficoltà e sulle tappe fondamentali del cammino di indipendenza albanese fino al 28 novembre di cento anni fa, data in cui Ismail Qemali innalzò a Valona la bandiera albanese dopo aver liberato il paese, questa volta definitivamente dalla presenza dell’impero Ottomano. 
CinemaInStrada, in uno dei quartieri periferici di Torino a più alta densità migratoria, da sempre coniuga la dimensione artistica e culturale con quella sociale attraverso la proiezione di film popolari, in lingua originale e sottotitolati in italiano, rappresentativi delle comunità (romena, marocchina, cinese) più numerose residenti nel quartiere e coinvolgendo queste comunità nella realizzazione del progetto, in modo particolare nella scelta dei film. 

Tutti gli appuntamenti hanno avuto, come in tutte le edizioni precedenti, l’obiettivo di facilitare l'incontro tra gli abitanti del territorio per superare stereotipi e pregiudizi. 
Questa edizione di CinemainStrada è stata organizzata all’interno del progetto ‘Urban Barriera - cosa succede in Barriera?’. Le proiezioni al CinemaTeatro Monterosa hanno previsto un ingresso popolare di soli 3 euro, gratuito per i minorenni e con sconti per le famiglie. Inoltre, in seguito al recente ingresso dell'Associazione i313, organizzatrice del festival, nella Rete del Caffè Sospeso 

Rete del Caffè Sospeso 

la tradizione antica e solidale del Caffè Sospeso praticata nei bar napoletani è stata tradotta dal festival torinese in un ‘biglietto sospeso’: chiunque ha voluto ha potuto pagare, oltre al proprio, un altro o altri biglietti d’ingresso alla serata che sono stati lasciati in “sospeso” per essere utilizzati da altri spettatori. 

Associazione 313
fonte : http://www.cinquew.it

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