Belushi pubblicità per l'Albania

Belushi pubblicità in Albania , nella terra delle aquile

Belushi , attore americano di origine albanese, protagonista in uno spot per una compagnia di telefonia mobile albanese . Lo spot usa le radici etniche dell'attore .L'attore hollywoodiano scende nell'aereoporto di Tirana accompagnato dagli sguardi della hostess albanese . Belushi una volta a Tirana è seguito dall'aquila , simbolo dell'Albania (Shqiperia). Si conclude lo spot dove Belusshi dice di essere un "eagle" , ovvero un aquila , simbolo della compagnia mobile Eagle e dell'Albania.




James Belushi è sempre stato molto fiero delle sue origini albanesi: nel 2008 è stato insignito dell'onorificenza "Onore della Nazione", uno dei riconoscimenti più importanti in Albania, mentre il 9 ottobre 2009 ha ricevuto ufficialmente – dopo una sua richiesta – la cittadinanza albanese.

Anche in quest'altra pubblicità Belushi è accompagnato dall'aquila .

Conosci il mondo visita l'Albania - Berlusconi promuove l'Albania

Conosci il mondo visita l'Albania - Berlusconi promuove l'Albania

Presidenti Berluskoni thot: Kemi folur me Berishen edhe per turizem , per zonat e bukura qe Shqiperia ka , per turistat italiane , qe nuk e njohin mire. KAm menduar nje ide per te promovuar dhe kemi menduar per te vendosur nje titull tek fletore e amasadorve tane " Njeh boten , vizito dhe Shqiperine " dhe kemi marre angazhim me dy palet per te promovuar tek televizioni publik (RAI 1 , RAI 2 , RAI 3) qe te keshilloje turistat itaiane qe te shkojen ne Shqiperi. Dhe te njejten gje do te behet per shqiptaret qe duan te visitojen shqiperine. Por kjo reklame u çensurua nga mediat italiane , sidomos ata qe urrejen berluskonin.

Ballkan Bazaar : un film italo albanese

Il film Ballkan Bazaar è una produzione italo - albanese.



Trama del film
Julie, una bella donna sui 40 anni, francese, dopo il divorzio da suo marito italiano, decide di tornare a vivere in Francia. Porta con sé anche le spoglie di suo padre, un ex ufficiale morto e seppellito alcuni anni prima in Italia. Ma la bara con le spoglia dell'ex ufficiale non c'è più. Per sbaglio è stata spedita in Albania. Il contrasto tra il mondo ancora arcaico degli abitanti del luogo e quello moderno di Julie e Orsola genera frizioni drammatiche e, al tempo stesso, comiche/grottesche. Complice anche l'amore, i due mondi si contamineranno.
Al cinema dal 15 luglio 2011


La fustanella ha origini albanesi , lo dicono gli storici greci

La fustanella ha origini albanesi , l'ho hanno confermato anche gli storici greci i quali hanno smentito una volta per sempre tutti coloro che ritenevano che la Fustanella fosse un vestito tradizionale greco.
La fustanella è oggi un vestito tradizionale delle guardie presidenziali greche e furono gli albanesi a esportarlo anche in Grecia.



I resti dei Pelasgi si trovano in Albania e gli etruschi sono pelasgi - Emily Faithfull (1867)


Emily Faithfull nel 1867 : I resti dei Pelasgi esistono in Albania , hanno svolto un ruolo importante in Asia Minore alla Grecia, prima dei Heleni.
ecco le frase estratte dal libro dove parla dei Pelasgi e degli albanesi...

"Prima di diventare una potenza , l'Italia ci appare come la divisione tra diverse razze. I Pelasgi,di cui i loro resti esistono ancora oggi in Albania, hanno giocato un ruolo importante nell'Asia Minore e in Grecia , ancor prima dei Heleni, ed essi possedevano, in età molto prima della nostra era, la pianura italiana, la quale loro l' hanno riempita di edifici, costruzioni giganti che hanno guadagnato la mia ammirazione.

Ma questa nazionalità potente ebbe un tragico destino. Quando Roma iniziò la guerra contro i suoi vicini, che è stato per guadagnarsi l'impero nella Penisola ; mentre gli Etruschi (per le mie ricerche: glie Etruschi erano Pelasgi) erano al centro, i Celti nel nord, e gli Heleni nel sud. Secondo gli Etruschi, di cui Roma ha il suo sistema di culto divino, il diritto sociale è basata nella religione, e queste idee devono avere esercitato un impatto significativo sulla vita dei romani."



Titolo: Victoria magazine, Volume 9
Autore: Emily Faithfull
Editore: Emily Faithfull, 1867

EMILY FAITHFULL (1835-95) era un editore, conferenziere, scrittore e attivista per il benessere delle donne.






La lingua albanese è la chiave dei nomi degli Dei e degli eroi di Omero - Herbert D. Croly

Herbert D. Croly: gli albanesi sono il popolo più antico dei Balcani, la loro lingua è la chiave per i nomi degli dei e degli eroi di Omero


Titolo: The new republic, Volume 5
Autoro: Herbert David Croly
Editore: The Republic Pub. Co., 1915

Nel libro si legge questo...

"Gli albanesi sono la più antica popolazione dei Balcani, ed erano in possesso delle loro montagne da tempo immemorabile. Essi sostengono di discendere dai Pelasgi antichi e la loro lingua è la chiave per i nomi degli dei e degli eroi di Omero. Nessun altra razza non ha alcuna pretesa validità per territorio in possesso degli albanesi ..."




David Herbert Croly (23 GENNAIO 1869 - 17 maggio 1930) è stato un leader intellettuale del movimento progressista come editore, e filosofo politico e un co-fondatore della rivista The New Republic all'inizio del ventesimo secolo. La sua filosofia politica influenzato molti progressisti leader, tra cui Theodore Roosevelt, così come i suoi amici intimi giudice Learned Hand e giudice della Corte Suprema Felix Frankfurter.

Rally Albania 2011

Dopo la presentazione le moto partono da Tirana per raggiungere poi il circuito vero e proprio per fare la gara






Rally




Il video della Gara vera

Il Mausoleo a Gubbio , la tomba del re ilirico Genzio

LA tomba del re Genti (Genzio) a Gubbio

Nei pressi del Teatro Romano, sorge un rudere d’epoca umbro-romana: il cosiddetto “Mausoleo”. Per lo storico latino Tito Livio, l'edificio è la tomba di Genzio(Genti), re dell'Illiria, parte occidentale della penisola balcanica: fatto prigioniero dai romani nel 168 a.C., Genzio fu tenuto prigioniero a Gubbio e qui morì e fu sepolto. Secondo altri, sarebbe la tomba di un certo Lucio Pomponio Grecino, figlio di un console o di un prefetto romano.
Il manufatto è alto nove metri. L'esterno doveva essere rivestito di pietre, ma queste, in epoca medievale, furono asportate e probabilmente utilizzate per la costruzione di qualche edificio. L'interno è ben conservato, anche se ha perduto le lastre di marmo; la camera sepolcrale è di raffinata fattura e presenta una volta a botte, illuminata da una piccola finestra situata sopra la porta.

Gli albanesi sono discendenti diretti dei primi ariani, tribù illiriche, macedone e Epirote - New York Times (1919):

Il New York Times - current history: the European war nel 1919 scriveva che gli albanesi sono discendenti dei primi ariani.



"E 'ormai ben consolidata, che gli Albanesi sono i diretti discendenti dei primi immigrati Ariani, che erano rappresentati in epoca storica dalle tribù illiriche, macedone e epirota."



Titolo: New York Times - current history: the European war, Volume 17
Editore: The New York Times Co., 1919

Gli iberici, Liguri, etruschi, pelasgi e illiri sono una popolazione dello stesso sangue - Henry F. Suksdorf:

Henry F. Suksdorf nel 1911 scriveva così delle razze europee.

"Nel sud, lungo la costa mediterranea, abitavano gli iberici, i Liguri, etruschi, pelasgi e illiri, con ogni probabilità una popolazione dello stesso sangue, che avevano creato la loro civiltà, ma il declino era iniziato."


Titolo: Our Race Problems
Autora: Henry F. Suksdorf
Editore: Ayer Publishing 1977(ribotim),

Publicazione originale nel 1911

Albania, antica e ininterrotta, nel cuore d'Europa per 3000 anni - The Independent (1913)

The Independent scriveva così dell'Albania nel 1913 , raccontando un'Albania povera ma con tanto orgoglio, e classificandolo come il paese con una lingua e cultura antichissima.


"Nel periodo classico * l'Albania del nord era conosciuta come Illiria, invece quella del sud , come Epiro. Ecco un esperimento raro da testare - la formazione di uno stato fatta da una popolazione che è rimasta primitiva con un antichità ininterrotta, nel cuore d'Europa per 3000 anni, se cominciamo a contare da Hylli re più antico degli Illiri"


*Il periodo classico dell'arte greca va dal sec. V a.C. fino al 323 a.C., raggiungendo il maggior splendore nell'età di Pericle (495 ca-429 a.C.).

Titolo: The Independent, Volume 75
Autore: Independent Publications, Inc., 1913
Originale dall "University of Michigan"

Foto Albania nel 1913

ILIADE e ILIRIA SONO LA STESSA COSA ?




Dunque l'Illiade fù un poema scritto quando c'era anche l'Illiria , infatti molti storici hanno accennato il fatto che l'Iliade volesse semplicemente dire Iliria.



L'Iliade è - assieme all'Odissea - un poema epico attribuito ad Omero. Si compone di ventiquattro libri o canti, ognuno dei quali è indicato con una lettera dell'alfabeto greco maiuscolo. In totale sono 15.688 versi (esametri dattilici). Opera ciclopica e complessa, è un caposaldo della letteratura greca ed occidentale. Narra le vicende di un breve episodio della storia della guerra di Troia, quello dell'ira dell'eroe Achille, accaduto nei cinquantuno giorni dell'ultimo anno di guerra. L'ira di Achille è l'argomento portante del poema.

Forse Omero raccontava l'Illiria in quel periodo chiamando il poema semplicemente Iliade.

I Trojani parlavano un dialetto di tipo illirico - Larissa Bonfante(1981)

Secondo Kretschmer, l'enfasi del termine Elleni proviene dal panellenismo (anche nel secondo libro Iliadës), Originalmente è stato * Hellanes.
Ora, -anes è certamente un suffisso illirico e non greco, come si può vedere dai nomi Agrianes, Athamanes, Akarnanes, Atintanes, Arktanes, Enchelanes (o meglio, Engelanes) ...
[...]

I Trojani parlavano lo stesso dialetto dei Illiri e tramite loro entrarono nella lingua greca paarole illiriche.
pp.116

Titolo: Out of Etruria: Etruscan influence north and south, Issues 103-105
Volume 103 of BAR international series; Volume 103 of BAR / International series; Volume 103 of British archaeological reports
AutorE: Larissa Bonfante
Editore: B.A.R., 1981

Ci sono prove che i nomi delle divinità greche e molte parole greche provengono dalla lingua albanese - North American Review

Il North American Review (NAR) è stata la prima rivista letteraria negli Stati Uniti , fondata a Boston nel 1815 dal giornalista Nathan Hale .

Nel 1929 scriveva che i nomi delle divinità greche erano venuti dalla lingua albanese

"Gli storici hanno generalmente riconosciuto che il gli albanesi sono il gruppo razziale più antico nei Balcani, un gruppo di abitanti prima degli elleni (greci ) della penisola ...

Dal momento che le radici di questo linguaggio (albanese) si trovano molto indietro in antichità può essere stimata dal fatto che ci sono prove che i nomi di divinità greche e qualche parola greca sono venuti dalla lingua albanese...."


Titolo: The North American review, Volume 227
Autore: Jared Sparks, Edward Everett, James Russell Lowell, Henry Cabot Lodge
Editore: University of Northern Iowa, 1929

Gli albanesi sono di origine pelasgica . Si dice che loro siano una delle razze più belle e più coraggiose - Generale Gustave NIOX

Il Generale Gustave NIOX nel 1883 dice;


...Gli albanesi, che i turchi chiamano Arnauti , hanno chiamato se stessi SHQIPTAR (figlio dell'aquila) sono di origine pellasgica...

...Si dice su di loro che sono una delle razze più belle e più coraggiose...


Titolo: Les pays balkaniques (1915)
Autore: Gjeneral Gustave Niox, 1840-1921
Editore: Delagrave, Paris
Publicato per la prima volta nel 1883 come vol. v, pt. 1, de “Géographie militaire”







La lingua albanese è la lingua degli Illiri, della maggioranza dei macedoni, e forse di tutta la Grecia - Edgar L. Wakeman

Nel 1888 Edgar L. Wakeman dopo varie ricerche diceva questo della lingua albanese

"La lingua albanese è la lingua degli antichi Illiri, della maggioranza dei macedoni, e forse di tutta la Grecia, ben oltre i suoi confini di oggi."


Titolo: "The current", Issues 238-252
Journal, magazine : Chicago, lll. : Edgar L. Wakeman, 1883-1888
Autore: Edgar L. Wakeman, 1888

fonte foto: Lesage Historical Atlas, page 6: Ancient Greece

Gli albanesi sono una delle razze più antiche in Europa,se non la più vecchia - Jacob Gould Schurman

Nel libro The Balkan Wars del 1912-1913 si trovano queste frasi

"Anche se le grandi potenze hanno dato un governante , il principe tedesco Wilhelm Vid , li non c'è uno stato organizzatoo. Gli albanesi sono una delle razze più antiche in Europa,se non la più antica. Ma essi non hanno mai creato uno Stato."

Titolo: The Balkan Wars, 1912-1913
Autoro: Jacob Gould Schurman
Edition 2
Editore: Cosimo, Inc., 2005

Dicono che gli Illiri fanno il vino dal miele - Aristotele

"Dicono che gli Illiri ,chiamati Taulanti, fanno il vino dal miele; dopo aver spremuto l'alveare di miele lo mettono a bollire in contenitore finche ne rimane la metà.
Questo lo mettono in vasi di creta, e lo lasciano finche ne diventa la metà , successivamente il liquido lo mettono in un contenitore di legno.
Qui, nei i vasi di legno, dicono che lo lasciano fermentare per lungo tempo fino a diventare come il vino e addirittura un vino dolce fino a forte.
Ma ora dicono che tale vino è fatto in alcuni paesi di Hellada e che non cambia affatto dal vecchio vino,persino i degustatori non riuscivano a distinguerlo..."


Aristotele (384-322 p.e.r.)


La vera storia dell'umanità sarà scritta solo quando gli albanesi ne prenderanno parte - Maximilian Lambertz

Maksimilian LAMBERTZ (1882-1963)

Max Lambertz è nato il 27 luglio 1882 e cresciuto a Vienna. Ha studiato linguistica comparata e classici presso l'università 1900-1905, finendo il suo dottorato in Die griechischen Sklavennamen (greco Nomi Slave), Vienna 1907. Una borsa di studio del governo ha consentito alla giovane studioso classico per visitare l'Italia e la Grecia, dove, ascoltando le conversazioni dei pescatori di Attica e pastori in Tebe, egli prima è entrata in contatto con la lingua albanese. Al suo ritorno a Vienna, iniziò l'insegnamento scolastico, ma si trasferì nel 1907 a Monaco per collaborare alla grande Thesaurus Linguae Latinae (Thesaurus della lingua latina). Nel 1911, tornò a Vienna per continuare a lavorare come insegnante di liceo. La sua prima pubblicazione Albanologia, insieme con Gjergj Pekmezi, è stato un Lehr-und des Lesebuch Albanischen (Manuale di lingua Albanese), Vienna 1913. Nel 1913 e 1914, ha viaggiato in Italia meridionale per diverse settimane a studiare il dialetto albanese. Si concentrò in particolare sui dialetti meno noti del nord dell'Abruzzo e del Molise, in particolare Badhesa (ital. Villa Badessa).



Dopo la sua visita In Albania come emissario della Accademia delle Scienze di Vienna , è stato immediatamente identificato ccome studioso del folclore e della mitologia albanese . Egli ha continuato gli studi in Albanologia , tenuto conferenze sui suoi anni di college 1954-1959 e redatto e pubblicato il corso di lingua albanese in tre volumi. Il suoi studi sui nomi e sulle fedi albanesi hanno portato alla sua conclusione che gli albanesi èprovengono dagli illiri eche la lingua albanese proviene dalla lingua illirica.


Maximilian Lambertz disse che " La vera storia dell'umanità sarà scritta solo quando gli albanesi ne prenderanno parte ".


Maximilian Lambertz
Albanien erzählt: ein Einblick in die albanische Literatur. Übersetzt und
herausgegeben. Literatur der Volksdemokratien, 7
(Berlin: Volk und Welt 1956)
191 pp






Maximilian Lambertz con un costume albanese, Scutari 1916

Kledi Kadiu : in Bangladesh ho visto la povertà che noi albanesi non abbiamo mai conosciuto

Kledi Kadiu : il ballerino albanese,come testimone dell'Unicef ,si è recato in Bangladesh e ha visto tanta povertà che non ha mai visto in vita sua.
Kledi invitato a Matrix ,dice che i viaggi della speranza degli albanesi negli anni 90 erano dei viaggi di lusso , rispetto alla povertà in Bangladesh in quanto in Bangladesh la vita è molto difficile.
Kledi è molto amato in Italia come ballerino , è entrato nel cuore degli italiani anche per la sua drammatica e personale di emigrante , il quale emigrò dall'Albania negli anni '90 su una nave per raggiungere le coste italiane.

Tra tanti albanesi l'Unicef ha scelto Kledi, non solo per la sua drammatica emigrazionepersonale all'inizio , ma anche per la sua esperienza artistica e culturale.

In ogni intervista Kledi racconta sempre il suo viaggio della speranza verso le coste italiane...sembra che il pubblico italiano gradisca sentire spesso il ballerino emigrato e diventato famoso.


Kledi oggi non si dimentica di chi ha bisogno.Kledi ha portato un pò di sorriso ai bambini del Bangladesh.

Grazie Kledi !!!


Stalin: Gli albanesi hanno stesse radici etrusche, Enver Hoxha : Gli albanesi hanno origine pelasgica

Stalin: Gli albanesi potrebbero avere le stesse ragici degli etruschi , Enver Hoxha: Gli albanesi hanno origine pelasgica , il popolo più antico dei Balcani



"Qual è l'origine e la lingua del tuo popolo?" mi chiese Stalin, tra le molte domande, "La tua popolazione è simile a quella dei baschi? ha continuato: "Non credo che il popolo albanese è venuto da dentro l'Asia, e neanche di origine turca, perché gli albanesi sono una popolazione più antica dei Turchi .Forse il vostro popolo ha radici in comune con gli etruschi rimasti nelle vostre montagne , perchè una parte è andata in Italia , alcuni sono stati assimilati dai Romani e alcuni andarono nella Penisola Iberica. "



Io ho risposto al compagno Stalin che l'origine del nostro popolo era molto antica, compresa la lingua che è una lingua indo-europea. "...ci sono molte teorie riguardo a questa questione", ho continuato, "ma la verità è che la nostra origine è dall' Illiria. Noi siamo una popolazione di origine illirica. Esiste anche una teoria che sostiene la tesi che il popolo albanese è il più antico dei Balcani e che i Pelasgi erano i padri degli antichi albanesi pre-omerica ".


Ho continuato a spiegare che la teoria Pelasgica era difesa da tempo da molti ricercatori, in particolare dagli studiosi tedeschi. "C'è anche uno studioso albanese", gli dissi, "che è conosciuto come un esperto sull' Omero, che ha raggiunto la stessa conclusione, sulla base di alcuni termini utilizzati nella Iliade e l'Odissea, che sono oggi in uso dagli albanesi, per esempio, la parola "gur" , che in russo significa "kamenj" , Omero usa questa parola come prefisso per la parola greca, dicendo: "Guri-Petra"(pietra). Così, sulla base di tali parole,tenendo presente l'oracolo di Dodona ed alcuni documenti o etimologie delle parole che nel tempo sono state trasformate , secondo molte interpretazioni filologiche, gli scienziati concludono che i nostri antichi antenati erano i Pelasgi, e che vivevano nella penisola balcanica prima dei Greci .


"Tuttavia, non ho sentito dire che gli albanesi sono della stessa origine, come i baschi," ho detto al compagno Stalin. "Una tale teoria può esistere, così come la teoria che lei ha citato, che alcuni degli Etruschi sono rimasti in Albania, mentre il resto si era stabilito in Italia, e una parte nella penisola iberica, la Spagna . E 'possibile che questa teoria può anche avere i suoi sostenitori, ma non ho nessuna conoscenza su di esso. "


"Nel Caucaso abbiamo un paese chiamato Albania," mi chiese Stalin aggiungendo. "Ci può essere qualche collegamento con l'Albania?"


"Non lo so", dissi, ma è un dato di fatto che nel corso dei secoli, molti albanesi, sono stati costretti ,dall'invasione ottomana ,da feroci guerre e persecuzioni dai sultani ottomani , sono stati costretti a lasciare la loro patria e stabilirsi in terre straniere dove si sono formati interi villaggi. Questo è quello che è successo a migliaia di albanesi che si stabilirono nel sud Italia nel 15 ° secolo, dopo la morte del nostro eroe nazionale Skanderbeg, e adesso ci sono zone abitate in tutta Italia, che mantengono pure la loro lingua e costumi della patria antica dei loro antenati, anche se hanno vissuto in un paese straniero per 4-5 secoli. Inoltre, "ho detto al compagno Stalin", in Grecia intere regioni sono abitate da albanesi, altri si stabilirono in Turchia, Romania, Bulgaria, America e altri paesi ... Tuttavia, sul paesino nel caucaso chiamato Albania non ho informazioni al riguardo', gli ho detto" ....


Libro: With Stalin: memoirs
Autoro: Enver Hoxha
Edition 2
Editore: "8 Nëntori" Pub. House, 1981
(From the University of Michigan)

L'albanese è un uomo devoto fino alla morte - Charles Woods


Charles Woods: l'Albanese, devoto fino alla morte

"L'albanese è un uomo devoto fino alla morte. Una volta preso un albanese in servizio non è solo un lavoratore sicuro ma un amico sincero e fedele in tutto , ma anche un difensore più utile su eventuali difficoltà che si verificano."



Charles Woods nel libro "La Turchia e i suoi vicini"

(nella foto tipico vestito albanese nel 1813)

Garibaldi, agli Arbëresh "Avete combattuto come leoni"

La storia della partecipazione degli arbëreshë alla vita politica italiana è glorificata da numerosi grandi nomi. Infatti quanto mai decisivo, talvolta commovente, e il contributo dato alla causa dell'unità e dell'indipendenza italiana: sempre presenti nei moti insurrezionali, sempre presenti in tutte le guerre.

Garibaldi nel periodo dell'Unità d'Italia ringrazio gli Arbereshe per aver combattuto nelle dure batattaglie ed egli disse "Avete combattuto come leoni"


Giuseppe Pace (Castrovillari, 4 febbraio 1826), figlio di Muzio Pace, partecipò con il padre, nei movimenti di rinascita del 1848, guidando il battaglione nella battaglia di Campotenese castrovillari , composto per lo più da volontari provenienti da Eianina, Frascineto e S. Basile . Esiliato per qualche tempo a Londra. Al ritorno a casa nel 1860, organizzò e comandò il reggimento calabro-albanese nella memorabile battaglia Voltruno il Kapuas (Capua) meritando le congratulazioni di Garibaldi.

Questo è stato il caso in cui Garibaldi ha ringraziato gli Arbereshe e disse a loro "Avete combattuto come leoni "


I Garibaldini che si vedono ora nelle piazze italiane, per i 150 anni dell'unità d'Italia, ricordano anche gli arbershe che hanno combattuto per la libertà d'Italia.



Giovanni Laviola
“Dizionario biobibliografico degli italo-albanesi”
Volume 7 of Biblioteca degli Albanesi d'Italia
Editore: Brenner, 2006


Cinquecento lungresi con Garibaldi

I lungresi sono stati patrioti,

dei patrioti molto forti

che hanno combattuto contro i Borboni

e hanno liberato l’Italia del Sud.

Quando Garibaldi é passato in Calabria

il loro animo si é riempito di gioia,

ben cinquecento con lui sono andati

e le donne hanno cucito una bandiera con galloni dorati.

Damis li comandava

e tutti forti li voleva.

Quando erano sul Volturno

non avevano paura di nessuno,

Garibaldi li ha chiamati “ i leoni”

perché hanno sconfitto i borboni.




(in Arbereshe)
Pesëqind ungirnjotë me Gariballdin

Ungirnjotët qenë patrjotra,

patrjotra të fortëra,

kundir Burbunratë luftartin

e Italljen posht libërartin.

Kur Gariballdi ndë Kalabrjet shkoi

pjot hare i mbjoi,

pesëqind van me tënë

e gratë një flamur me galun i benë.

Damsi i kumandonej

e të fort i donej.

Kur ndë Vollturnit ishin

timur ata nëng kishin,

Gariballdi i thërriti “lliunrat”

se më truall shtun gjithë Burbunratë.






Gli albanesi i discendenti più autentici degli Illiri ,1919 - (Eugène Pittard: filosofo svizzero)


"Gli albanesi sono
i discendenti più autentici dei antichi Illiri. Loro occupano uno spazio che i loro antenati hanno saputo proteggere con un eroismo senza paragoni. Si ricordano le difficoltà militari che hanno dovuto superare per affrontare i Romani che volevano invadere Illiria. E 'noto che gli albanesi non si sono mai spezzati nella penisola balcanica dagli ottomani . La storia di Skanderbeg non è dimenticata."

Eugène Pittard

Ginevra, 6 mag 1919



Eugène Pittard - famoso antropologo svizzero, 1867-1962

Il coraggio degli albanesi

Il coraggio degli albanesi è una virtù primaria, sia per gli uomini e le donne. Le donne Suljote* erano vere albanesi. Rimarranno nella storia in questi esempi e nessuno puo essere come loro.


* i sulioti erano gli albanesi che combattevano in Grecia nel 1821 contro l'impero ottomano creando così la Grecia moderna.



Eugène Pittard

Ginevra, 6 mag 1919



Eugène Pittard - famoso antropologo svizzero, 1867-1962

Nella terra d'Illiria (l'attuale Albania)

Teuta la regina degli Illiri viene citata nel libro " Donne guerriere: una storia" di David E. Jones, scritto nel 2000.


"Nella terra d'Illiria (l'attuale Albania), casa della prima moglie di Filippo, Euridikes, ha vissuto un capo pirata di nome Teuta, la moglie del re Agron dell'Illiria. Teuta ha preso la guida d'Illiria dopo la morte del marito, nel 231 aC "


Dal libro :Women Warriors : A History - David E. Jones, 2000 

Gli albanesi sono tedeschi veri -1905 Edith Durham

Nel libro si Edith Durham scritto nel 1905- THE BURDEN OF THE BALKANS(GLI ONERI DEI BALCANI) lo scrittore dice:





"Vi assicuro che [Nota: Albanesi].! sono Bismarcks - Bismarcks veri. Un giorno, loro lo chiederanno , e l'Europa dovrà dare loro ciò di cui hanno bisogno"

Edith Durham - GLI ONERI DEI BALCANI - 1905


"I assure you they are Bismarcks — veritable Bismarcks. Some day they will demand, and Europe will have to give them what they ask!"-

...

"Loro mantengono la parola data , e possono essere per sempre onesti"


Edith Durham - THE BURDEN OF THE BALKANS, 1905

La maggior parte degli Dei pelasgi , hanno nomi albanesi

Società di etnografia italiana nel 1969 scrive: La maggior parte degli Dei pelasgi , hanno nomi albanesi


I pelasgi sono, in albanese, per definizione i vecchi; e gli joni la « gente nostra »; la terra (gea) è ancora dhe, l’Èrebo erh, l’oscuro. Il Chaos si collega con ha e haos, mangiare, divorare; la Nemesi con neme, maledizione; ment è l’intelligenza (mente, mentore, Minerva); Athena la parola thanë, thenë o ethëna (sapienza). La ragione delle nubi è Vranos (Urano, cielo) e il mare deti (Teti).

Afro- dite è « vicina al giorno » (afer dita) com'è la stella del mattino, Venere; e l'alloro di Dafne è ancora dafen. Il sole albanese è djelli, l'astro yill: vedi Yhelios omerico, il dies latino. Con Zeus Dio, si collegano Zaa e Zaan, la voce e, se vogliamo più misteriosamente, il Verbo.


Titolo: Lares, bullettino della Società di etnografia italiana, Volumes 12-14
Autore: Società di etnografia italiana
Editore: Johnson Reprint, 1969



Nascita di Zeus. La danza è "Il ballo delle spade" , danza di Pirro , danza che hanno ereditato di generazione in generazione.





Storia dell'Albania, una delle più romantiche della storia

Il libro "Current opinion" del 1921 scrive cosi degli albanesi..

Per molti aspetti la storia dell' Albania è una delle più romantiche della storia. L'albanese è albanese, e lo noti subito per sua razza , una razza come l'Ebreo. L'albanese è molto orgoglioso. Max Mueller, lo studioso che ha studiato i legami di parentela e l'origini dei popoli afferma che gli albanesi sono i discendenti degli Illiri e Pelasgi.




Titolo: Current opinion, Volume 70
Pubblicato: Current Literature Pub. Co.,
Anno: 1921

I call center italiani si trasferiscono in Albania

I call center italiani si trasferiscono in Albania e l'impotenza di poveri giornalisti italiani si trasforma in razzismo con offese assurde all'Albania .

I call Center appartengono alle società francesi e quindi i giornalisti italiani se la dovrebbero prendere con i francesi . Prendersela con i francesi è come battere la testa contro il muro mentre prendersela con gli albanesi è più facile.
Ecco un articolo dove si inventa di tutto , dati sensibili , incapacità , paura e quant'altro purchè offendere l'Albania. Questi comportamenti stanno portando l'Italia a isolarsi dal mondo e impreparata di fronte alla globalizzazione .

L'Albania ha solo 3 milioni di abitanti , vorrei vedere gli italiani protestare per 1, 5 miliardi di cinesi che hanno sostituito tutta la manodopera italiana. La aziende in Cina hanno tolto lavoro a mezzo mondo e hanno portato alla depressione economica mondiale e qui si parla di Albania.
Se le aziende si spostano in Albania significa che conviene alle aziende e che la sicurezza dei dati italiani può sentirsi più sicura in quanto è l'Italia e gli Usa che difendono i territori e la sicurezza albanese.
Poi bisogna aggiugere che sono le aziende italiane che ci guadagnano e non guardano in faccia a nessuno , visto che si tratta di libero mercato.

Ecco gli annunci delle aziende italiane che offrono lavoro in Albania












Ecco qui un articolo che ne spiega la delocalizzazione di Sky e Alitalia in Albania e secondo noi sul fatto dei dati sensibili non è assolutamente rischioso in quanto lo stato albanese grazie agli accordi con i paesi della Nato ha milgiorato la sicurezza dei dati sensibili grazie ad un accrordo che fa parte nella sicurezza del patto Atlantico.
La sicurezza interna albanese è difesa dagli Usa e dall'Italia.

leggete l'articolo un pò gonfiato..


I call center come le fabbriche d’auto: chiudono in Italia, riaprono in Albania

Scritto da Paolo Ribichini il 8 giugno 2011 in Società

La società francese che controlla gran parte dei centralini italiani ha deciso di investire oltre lo Stretto di Otranto. E aumentano i disoccupati

Call center, centralini e customer care. Il servizio clienti di aziende o call center pubblicitari sono entrati oramai a pieno titolo nelle nostre vite. Prenotare un volo, cambiare un piano telefonico, reclamare un disguido. Alzare la cornetta e chiamare numeri gratuiti (molto spesso) o a pagamento (ogni tanto). E soprattutto le aziende che hanno il servizio clienti telefonico gratuito cercano di risparmiare spostando i centralini dove costa meno, come avviene da anni con le industrie. Se non conviene in Italia, perché non assumere a casa loro tunisini o albanesi che abbiano qualche conoscenza della lingua italiana? La perfezione non serve e quindi poco importa se non parlano la lingua di Dante senza errori.

Chiami Alitalia e finisci in Albania. Così Alitalia e Sky Italia hanno deciso di delocalizzare il servizio nel Paese delle aquile. In realtà non lo fanno loro ma le società alle quali si affidano. In Albania operano due società, l'Albania Sh.p.k. e l'Albania Marketing Service Sh.p.k, collegate entrambe alla multinazionale francese Teleperformance, su cui confluiscono buona parte delle chiamate dei clienti della compagnia aerea e della tv satellitare.

Il mercato dei call center. Arrivati in Italia 8 anni fa, i francesi dei call center assunsero nel 2007 3mila persone per ottemperare, dicono, a quanto stabilito dalla legge voluta dall'allora ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Passati 4 anni dalle assunzioni, i guadagni sembrano inferiori alle aspettative e quindi hanno deciso di ricorre alla mobilità (pagata dall'Inps) per oltre 1.600 dipendenti. Nuovi disoccupati in nome della globalizzazione: 700 circa a Taranto e 900 tra i comuni di Roma e Fiumicino. Un taglio di più del 50% del personale italiano da sostituire con lavoratori di altri paesi. Una storia già vista.

Tagliare i costi, tagliare i dipendenti. Sulla scelta di tagliare posti di lavoro in Italia influirebbe la richiesta dei clienti che, complice la crisi, richiedono prezzi più bassi. D'altronde spostare i call center in Albania lascerebbe margini di profitto elevatissimi. Infatti, tra l'Italia e il piccolo paese balcanico c'è un divario enorme sotto il profilo salariale. Un lavoratore di call center qui costa alle aziende circa 15 euro lordi, in Albania solo 3 euro. Una bella differenza che spiega tante cose.

Dati sensibili a rischio. Ma non è tutto. Infatti, il Paese delle aquile fa parte della lista degli stati che la Commissione europea considera inadeguati per il livello di protezione e tutela dei dati personali. I dati che forniamo continuamente al telefono (date di nascita, numeri di telefono, numeri di carte di credito) possono essere a rischio. Potrebbero infatti finire nelle mani di affaristi senza scrupoli che potrebbero alimentare il mercato nero dei dati sensibili: per pubblicità, ma soprattutto per frode. Un rischio che, secondo fonti sindacali correrebbero anche i clienti della Tim che si serve di Abramo Customer Service, un call center che sta trasferendo parte delle attività dalla Calabria all'Albania con oltre 200 postazioni per più di 600 dipendenti.


fonte : dirittodicritica.com

L'invasione dell'Illiria da parte dei slavi iniziò nel 7 ° secolo, gli Illiri sono rappresentati oggi da albanesi

Gli scrittori jugoslavi del 17-18 secolo Emerik Pavic,An tun Kanizlic, Matija Rejkovic e sopratutto Ignat Dordic, Jeronim Kavanin, dhe Andra Kacic Miotic, citano spesso le parole Illiria, illirici e Iliricki.

Essi pensavano che questi derivati latini (Illiria, e Illyricus Illyrius) corrispondessero al significato della Jugoslavia, e Jugoslovenski Jugosloven - termini stabilito più tardi, nel 19 ° secolo.

Jogoslavia significa la "Slavia del Sud"

Tuttavia l'Illiria era nota gia nell'antichità , nel periodo dell'antica Grecia e dei Romani.
In alcune terre dell'Illiria si estendono oggi alcuni paesi dell' Ex Jugoslavia e ovviamente il paese non slavo l'Albania.

L'invasione dell'Illiria da serbi cominciò nei primi anni del settimo secolo.

Nella loro penetrazione della Galizia e dei Monti Carpazi a sud e sud-ovest, i serbi invasero la metà orientale della Illiria, mentre croati e sloveni si stabilìrono a ovest.

Avendo stabilito insediamenti permanenti nella profonda penisola balcanica , gli slavi hanno sempre cercato di distruggere la cultura e le tradizioni illiriche.

Tutt ala parte invasa dai slavi è andata quasi distrutta o nascosta mentre in Albania e Kossovo si sta portando sempre di più una cultura e e tradizione Illirca-

Grazie a molti studi aprofonditi si narra che l'Illiria era un grande impero e che aveva un grande legame con l'impero Romano , arrivando a far diventare molti illirici imperatori di Roma.

Illiria era una vasta zona che comprendeva tutto il Nord dell'attuale Grecia fino in Croazia e ad est fino al attuale Romania


Il libro che parla degli illiri

Titolo: Early Jugoslav literature (1000-1800) (1922)

Autor: Stanoyevich, Milivoy Stoyan, 1882-

Casa editrice: New York, Columbia University Press, viti 1922




Albania : Sguardi di una reporter , il libro di Rosita Ferrato


Rosita FERRATO

Albania. Sguardi di una reporter
Con un'intervista a Benko Gjata
184 pagine con Illustrazioni in bianco e nero di Maria Cristina Sidoni
e un inserto fotografico a colori
Lexis edizioni – Euro 18,00















Albania : Sguardi di una reporter - di Rosita Ferrato

Pur essendo vicina all'Italia risulta poco conosciuta ai più. È questa considerazione che ha spinto Rosita Ferrato a visitare più di una volta il paese delle aquile, fino a innamorarsene. E dai suoi appunti di viaggio nasce “Albania: sguardi di una reporter”, dove il paese viene raccontato in una miscellanea di cenni storici, turistici, sociologici e piccole curiosità. Ne emerge un ritratto spigliato, di facile consultazione, a metà tra il taccuino di viaggio e il reportage giornalistico.

Stile leggero e informale per descrivere una nazione troppo spesso avvicinata dai media italiani solo per l'immigrazione nel nostro paese. Rosita Ferrato ancora una volta propone al lettore garbati spunti di conoscenza e riflessione.



Estrapoliamo alcune righe dal libro molto originale e spiega l'Albania e gli albanesi a 360 gradi.

..eccone alcuni tratti...

"Una elegante coppia di anziani francesi guarda le persone del
gruppo – italiani e albanesi – come se fossero dei selvaggi.
Non si riconosce molto bene chi è chi: a differenza di altri
popoli, ad esempio i rumeni o gli stessi italiani (riconoscibili a
prima vista per il modo di abbigliarsi, alcuni tratti particolari
o da semplici dettagli come, nel caso delle ragazze romene, il
colore nero nero delle tinte per capelli) gli albanesi non sono
riconoscibili. Sono come gli italiani, ma in generale meno “tamarri”.
I giovani sono meno tatuati, le ragazze più appariscenti,
ma sempre vestite in modo molto femminile: «È una sorta
di cliché – mi dice un amico albanese – le ragazze indossano
jeans aderenti, tacchi alti alti e top scollato».

.............
Nell’aereo Torino-Tirana dei primi d’agosto, tantissime le famiglie,
con bambini che spesso sono scatenati. Ma tant’è: «Una
faccia, una razza», diceva Abatantuono nel film Mediterraneo, e
questo vale anche per questo popolo, che si confonde con noi.
Le signore un po’ agées ricordano le nostre donne del Sud: capelli
corti, rotondette e con i gioielli in oro, cerchietti alle orecchie
e collanine.
...
se volete leggere la continuazion di queste frasi fatevi un regalo compratevi il libro
Albania : Sguardi di una reporter , il libro di Rosita Ferrato

per maggiori info www.rositaferrato.it

RALLY ALBANIA 2011

RALLY ALBANIA è un Rally Raid aperto a moto , quad e fuoristrade - Sei giorni di competizione nei confronti di un percorso impegnativo , il tempo e gli altri concorrenti. LA competizione è dal 4 al 11 giugno 2011.
Si tratta di un Rally Raid dove partecipano concorrenti da tutto il mondo

Breve descrizione del percorso

Giorno 1-2, 3-4 giugno, (Venerdì - Sabato),
in Parco Chiuso situato nel centro di Tirana, le squadre saranno chiamate per i controlli tecnici e amministrativi,
seguita da un party di appertura ufficiale del Rally, con un catering nel giardino dell "Hotel Rogner".

Giorno 3, 5 giugno, (Domenica, Tirana)
Il prologo competitivo SUPERSPECIALE verrà eseguito nei pressi di Tirana.
Sarano 12 km di pista cronometrata, che stabilirà l'ordine di partenza e inoltre verrà aggiunto al tempo totale.

Giorno 4, 6 giugno, (Lunedì, Tirana-Tropoja)
Prima tappa, sarà una tappa di montagna attraverso l'area del nord-est dell'Albania.
Per lo più di ghiaia, pave 'e percorsi forestali. In alcuni punti il percorso andrà oltre 2000 m sul livello del mare.
Navigazione sarà ragionevolmente facile in questa prima fase e poi alcune connessioni in vecchio asfalto fino a Tropoja.

Day 5, 7 giugno, (Martedì, Tropoja-Tropoja)
La seconda tappa, è una tappa ad anello, breve ma tecnica e circondata da un terreno panoramico mozzafiato.
Giorno 6, 8 giugno, (Mercoledì, Tropoja-Vanona)
La terza tappa, sarà la più lunga e impegnativa del edizione 2011.
Capacità di navigazione e la resistenza fisica e mentale sono essenziali per questa tappa.
Andando da nord estremo, attraverso le montagne fino al massiccio fango e scivolose colline
del sud d'Albania per finire poi alle coste di mare Ionio, nella città di Valona.

Giorno 7, 9 giugno, (Giovedì, Valona-Valona)
La quarta tappa, è di nuovo una tappa anello. Rilassante, lungo la penisola di Karaburun e con
percorsi di ghiaia a cinque metri dal mare Ionio. Eppure, alcuni trucchi del terreno sono sul menu.

Giorno 8, 10 giugno, (Venerdì, Valona-Tirana)
La quinta tappa, tornerà di nuovo a Tirana, e sarà la più difficile per quanto riguarda la navigazione.
Attraverso lagune, fiumi e alcune ragnatelle di percorsi del centro d'Albania; La concentrazione non è consentito perderla!

Giorno 9, 11 giugno, (Sabato, Tirana-Tirana)
L'ultima tappa, è la finale. Breve ma tutto può succedere se piove nelle colline e il ruscelli intorno a Tirana.
Stretti sentieri, antichi borghi, letti di fiumi invisibili, fango e polvere, sarà il panorama dei chilometri finali del 2011 .....

Al traguardo,
dopo quasi 1500 km di percorso, oltre 900 km che comprendono prove speciali, i concorrenti
saranno invitati a uno spettacolo di premiazione nel centro di Tirana, e poi a una festa organizzata Sabato notte.









- Sicurezza
- Una più stretta collaborazione con i la Associazione Albanese dei Comuni significa meno traffico lungo il percorso.
- Si coinvolgerà il Ministero della Difesa per un aiuto logistico in pista.
- Tracking System per ogni partecipante.

- Cronometraggio
- Nuovo software per la gestione immediata dei risultati.
- Live Timing sul bivacco e su Internet.
- Aggiornato sistema di cronometraggio.

- Sicurezza medica
- Tre squadre di medici in moto.
- Due ambulanze 4x4 in pista.
- Ambulanza fissa su ogni bivacco.
- Un elicottero d'emergenza.
- Squadra di fisioterapia dedicata, su ogni bivacco.

- Bivacco
- Orario preciso della agenda.
- Bevande energetiche free, e catering per i concorrenti.
- Free Wireless Internet Access Point.
..... e tanti altri dettagli che aiuteranno a rendere questo anabasi ancora più piacevole, per tutti!

www.rallyalbania.org










Girocastra una delle città preferite per il turista

Gjirokaster

Secondo le guide turistiche albanesi una delle principali destinazioni preferite dai turisti su tutte ,per il valore storivo e culturale , è la città di Gjirokastra.

Quindi aumenta notevolmente il numero dei turisti che la visitano ogni anno.

Già dal 15 maggio sono iniziate le guide turistiche lungo tutta l'Albania e una delle mete preferite nel contesto storico culturale è proprio Girocasto ,oltre che alla città di Kruja.


La città di Girokastra è dichiarata "Città Museo" nel 1961 e nel 2005, patriomnio dell' UNESCO. E 'la città principale della parte meridionale del paese. Nelle sue origini fu un'insediamento illirico abitato dai Argjiroi. Una leggenda, che dice che è stata fondata da una principessa di nome Argjiro.
La città è citata anche nelle memorie bizantine di John Kantakuz che la cita come fortezza della famiglia Zenebis.
Girokastra è stata teatro di molti eventi importanti nella storia del paese, situato in una zona particolarmente sensibile di importanza strategica da parte dei militari, essendo molto vicino al confine con la Grecia.
Molti peronaggi che diedero l'indipendenza alla vicina Grecia furono nativi di Girocastro.
Proprio il primo presidente greco erea originario di Girocasrta
Joan è nato dalla famglia Kapodistria di Gjirokastra. La sua famiglia per sfuggire ai turchi, si
stabilì nell'isola di Corfù. Questo lo dimostrano molti documenti storici e anche documenti greco
albanesi.
Il 18 aprile 1828 l'Assemblea Nazionale Greca riunita a Nauplia elesse Capodistria primo presidente della Grecia, conferendogli un mandato settennale.
Egli fu eletto il primo Primo ministro dello stato greco per aver contributo in prima linea alla causa dell'unificazione greca.




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