Pjeter Arbnori lo scrittore che visse 28 anni nei gulag albanesi.


Pjeter Arbnori nacque a Durazzo(Albania) il 18 gennaio 1935  è stato un politico, scrittore e attivista albanese.

Orfano di padre, ucciso nel 1942 nella guerra civile contro i partigiani di Enver Hoxha, ebbe un'infanzia durissima, in cui fu, parole sue, "più affamato che sfamato".

 Nonostante ciò, riuscì a finire gli studi di scuola secondaria superiore aggiudicandosi una medaglia d'oro, riconoscimento che però non gli valse neppure il permesso di proseguire gli studi all'università. Ciò derivante dal repressione dittatoriale e dal sistema inquisitorio instaurato nel periodo comunista, che lo accusò insieme alla madre e alle sorelle maggiori, di aver iniziato a prendere parte a formazioni di resistenza contro il governo comunista di Enver Hoxha.

Finito il liceo, a diciotto anni Arbnori faceva già l'insegnante, ma perse il posto nel giro di un anno per motivi politici. In questo periodo finì nei guai anche la sorella Antonietta, condannata a dieci anni di carcere per aver diffuso della propaganda anti-comunista.

Senza lavoro e finito il servizio militare, il giovane Arbnori si mise a girare tra le montagne per guadagnarsi da vivere lavorando nei campi. Nonostante il lavoro agricolo lo assorbisse 10 ore al giorno, 6 giorni alla settimana, riuscì a iscriversi alla Facoltà di Filologia dell'Università di Tirana di nascosto alle autorità. Superate le difficoltà burocratiche, Arbnori bruciò le tappe, portando a compimento gli studi per corrispondenza nella metà dei cinque anni richiesti.

Poté così, nel 1960, iniziare a fare il professore di letteratura: fu assegnato all'ex scuola americana della città industriale di Kavajë, dove però restò meno di un anno. Quello infatti fu l'anno della rottura dell'Albania con l'Unione Sovietica, una cosa che fece sperare molti in un'apertura al pluralismo. Così Arbnori, insieme ad altri intellettuali, formò un'organizzazione socialdemocratica di stampo occidentale, ma lo venne a sapere la polizia segreta e per sette di loro si spalancarono le porte del gulag.

Seguirono due anni di interrogatori e torture, culminati con un processo che si concluse con la condanna a morte. Arbnori riuscì comunque ad evitarle perché "anche le esecuzioni erano pianificate, e quella settimana erano già arrivati al numero prestabilito di giustiziati". La pena fu poi commutata in venticinque anni di carcere.

In prigione Arbnori continuò la sua lotta, organizzando la resistenza dei carcerati e dedicandosi a mantenere vivo l'intelletto in vari modi. Fra questi c'era la scrittura, effettuata in caratteri piccolissimi, utilizzando i margini dei giornali permessi agli internati, di scritti destinati in parte, con la fine del regime, ad essere pubblicati.

Quando già aveva scontato la maggior parte della pena e cominciava ad intravvederne la fine, i carcerieri di Arbnori fecero aggiungere alla sua condanna altri dieci anni. La detenzione finì nel 1989: nel gulag aveva passato oltre 28 anni.


Era stato arrestato a 26 anni, tornò in libertà che ne aveva 54 compiuti. Ad un'età in cui la maggior parte delle persone è incamminata verso la pensione, egli ricominciò la vita da capo, prese moglie e si mise a fare il falegname apprendista. Inoltre, nonostante le lunghe sofferenze, prese parte subito al movimento democratico di crescente opposizione al regime.

Costituito il Partito Democratico Albanese a Scutari, ne divenne il Segretario generale e fu eletto deputato nelle prime elezioni libere. Per due volte, nel 1992 e nel 1996, è stato eletto Speaker del Parlamento ed è stato anche, per un tempo brevissimo, Presidente ad interim dell'Albania.

Nell'agosto del 1997, passato ai banchi dell'opposizione in Parlamento in seguito alla vittoria alle elezioni del Partito Socialista Albanese di Fatos Nano, Arbnori mise in atto uno sciopero della fame per protestare contro il monopolio dei media da parte della maggioranza. Fu qui che la fama del "Mandela dei Balcani" richiamò l'attenzione di molti governi occidentali, il cui appoggio valse a far intervenire il Presidente della Repubblica, Rexhep Meidani, ed a far approvare dal Parlamento delle garanzie formali dell'indipendenza della stampa, note con il nome di "Emendamento Arbnori" alla Costituzione.

Pjeter Arbnori è morto nel 2006 a Napoli, di emorragia cerebrale, lasciando moglie e due figli ancora adolescenti. L'Albania gli ha riservato i funerali di Stato, a cui hanno presenziato più di 600 persone affluite a Scutari per rendergli l'ultimo omaggio.

Paramilitari Greci aiutarono Milosevic nel 1995 : Grecia e Serbia di Miloseviç sotto accusa


L"Alleanza sbagliata : Grecia e Serbia di Miloseviç" sotto accusa 

Un giornalista greco è stato accusato per diffamazione relative al massacro di Srebrenica in Bosnia nel 1995.
Il reporter e giornalista greco Takis Michas, uno dei milgiori in Grecia, ha scritto nel suo libro "L’Alleanza sbagliata: Grecia e Serbia di Miloseviç", che dei volontari greci si sono riuniti ai paramilitari serbi nel 1995.

Insomma secondo l’indagide di questo giornalista i greci erano a fianco dei paramilitari serbi nell’uccisione di circa ottomila uomini e giovani in Srebrenica in Bosnia Herzegovina.

Lo scrittore Takis Michas pone l’accento su quello che egli descrive il grande sostegno dello stato greco all’ex presidente serbo Milosevic.

Takis Michas è un giornalista greco che vive ad Atene, dove lavora per il quotidiano greco Eleftherotypia e contribuisce al Wall Street Journal Europe. Ha scritto molto sul coinvolgimento greco nella guerra di Bosnia , in particolare durante l’assedio del Srebrenica.

L’accusa per diffamazione è stata presentata nel luglio dell’anno scorso da Stafros Vitalis, portavoce del Partito ultranazionalista Pan Helenike "Fronte Macedone".

Vitalis è uno dei volontari greci che hanno accettato di prendere parte alla guerra di Bosnia, schierandosi con le le forze serbe. L’accusa di Vitalis al giornalista è che quest’ultimo ha definito dei semplici volontari greci in Serbia come paramilitari. Vitalis afferma anche che i volontari greci hanno avuto buoni rapporti con l’esercito serbo ma che non erano paramilitari.

Il massacro di Srebrenica è considerato uno dei crimini più atroci dopo la seconda guerra mondiale. Questo crimine avenne nel luglio 1995. Dopo 16 anni le ombre sul massacro non si fermano. Il giornalista Takis Michas già 10 anni si occupa del legame Serbia- Grecia.

Vi riporto qui un articolo del Corriere della Sera del anno 2000 dove lo stesso giornalista aveva intervistato un noto politico greco di origne serbe , il quale era amico di Slobodan Miloseviç.

"Ucciso ad Atene Bokan amico e socio dell’ ex leader ATENE - Vladimir Bokan, amico e sodale del deposto presidente jugoslavo Slobodan Milosevic è stato assassinato da un commando appostato davanti alla sua lussuosa abitazione nel quartiere di Voula, alla periferia di Atene. Appena è sceso dalla macchina gli hanno sparato alla testa e al petto con una pistola e un fucile d’ assalto. Bokan, 40 anni, era nato in Jugoslavia ma da qualche tempo aveva ottenuto la cittadinanza greca. Finito sotto inchiesta per riciclaggio di denaro e contrabbando d’ armi, aveva sempre negato di essere in affari con Milosevic (l’ ultima volta l’ altroieri, alla tv greca). Secondo quanto reso noto dalla polizia, Bokan aveva proprietà e azioni in Grecia per miliardi ed era a capo di una compagnia di navigazione registrata a Panama. Takis Mihas, giornalista del quotidiano ateniese Eleftherotypia, ha raccontato che, durante un colloquio tenutosi pochi giorni fa, Bokan gli aveva fatto delle rivelazioni sul modo in cui era riuscito ad aiutare alcuni uomini d’ affari greci a trafficare con la Jugoslavia violando l’ embargo. Secondo Mihas, sarebbe questo il movente dell’ omicidio. Le autorità stanno quindi valutando l’ ipotesi che Bokan sia stato assassinato da contrabbandieri." articolo del 2000 su Corriere.it.
Siti web presi come riferimento
1)Il libro "L’Alleanza sbagliata :Grecia e Serbia di Miloseviç" lo trovate su Google Books qui
2) articolo su Balkanweb qui

I media greci nel panico: Si sta creando la Grande Albania


Dopo l'accordo comune tra l'Albania e il Kosovo per l'unificazione della storia e dell'insegnamento dei due paesi , i media greci non hanno lasciato innoservato questo avvenimento , anzi, gli hanno dato molta importanza chiamando questo accordo come "un passo importante per la ricreazione della Grande Albania..

I media greci hanno anche posto particolare attenzione all'accordo che Pristina e Tirana hanno pattuito che quest'ultima rappresenti a livello diplomatico lo stato kossovaro  con  sue ambasciate diplomatiche all'estero.
"Questa decisione limiterà in maniera significativa i costi per entrambi i paesi, e ha un carattere simbolico per una rappresentazione unica della diplomazia dei due paesi", ha detto pochi giorni fa, il Primo Ministro albanese Sali Berisha.

Non solo i media ma anche gli analisti greci riportano questa frase :"Questo è un accordo molto importante. Ricordiamo qui che se la provincia separatista della Serbia (Kossovo secondo i Greci) non riesce a vincere il suo riconoscimento ufficiale dalla maggior parte dei paesi del mondo, al fine di essere rappresentato in tutte le organizzazioni internazionali come stato sovrano, allora l'unione  con la sua "madre patria" Albania, sarà inevitabile. Forse a causa di questa politica, o logica, Tirana può smettere di preoccuparsi eper  di più, per il fatto che i suoi rivali in Kosovo, non hanno potuto ottenere il riconoscimento da molti altri paesi importanti del mondo ".


Articolo tradotto dalla lingua albanese in italiano in 35 minuti.
L'articolo originale in lingua albanese lo  qui   www.albobserver.com/archives/28974

Confindustria Albania: apertura della sede ufficiale in Italia a Torino da Giovanni Firera

Giovanni Firera ex Console albanese onorario a Torino ritorna con un grande progetto :
Crea la confindustria albanese in Italia. L'ex console onorario risponde con questo grande progetto  alle tante critiche che ci furono alcuni mesi fa riguardo la sua funzione di console.Con la bandiera albanese davanti apre così questo grande progetto a Torino.



Confindustria Albania: apertura della sede ufficiale in Italia a Torino Confindustria Albania: apertura della sede ufficiale in Italia a Torino
Qualche giorno fa a Torino, nel pieno centro storico ed economico della città – a poche decine di metri dalle sedi storiche delle due maggiori banche italiane – è avvenuta l’apertura ufficiale di Konfindustria Albania in Italia. La prima sede in Italia di Konfindustria, a Torino, nel Nord di quella parte d’Italia che in altri tempi era il cuore pulsante del sistema economico-industriale della Nazione. “Cuore” che in questo momento ha qualche fibrillazione di troppo, che si concede qualche pausa, che subisce qualche distacco. Però per tutti, ed a maggior ragione per i Paesi esteri, il cuore resta Torino, laddove la Fiat continua a dirigere la sua corazzata (…ancora per quanto?).
Per l’Albania Torino, rappresenta futuro, significa Italia, vuol dire avvicinarsi a quella mentalità europea a cui aspira da quando si è liberata dei fantasmi del dittatore Enver Hoxha. Oggi i giovani albanesi vengono a studiare in Italia e proprio Torino è una delle mete preferite. Al Politecnico ed all’Università più di 1000 studenti albanesi frequentano le aule universitarie in quell’Italia che ha fatto sognare i loro padri, che ha da sempre ha acceso emulazioni , forse a volte esagerate, che non sono state mai del tutto ricambiate.

L’apertura della sede di Konfindustria Albania, non è altro che la realizzazione di un sogno che si è rincorso per decenni. Poter concorrere al benessere del Paese Albania attraverso uomini e strutture riconosciute, limpide ed internazionali. Il Presidente dell’organizzazione albanese – Ing. Hajredin Fratari, presente alla manifestazione di insediamento a Torino, insieme al Direttore Agim Bufi - ha voluto affidare la direzione della potente struttura nazionale in Italia al dott. Giovanni Firera
(nella foto 1 insieme a Fratari), distintosi negli ultimi anni, per aver svolto con eccellenti risultati  l’incarico di Console Onorario d’Albania. Basti solo pensare agli accordi di collaborazione tra il Politecnico di Torino con quello di Tirana, gli accordi tra l’Università di Torino e quella di Tirana o quello dell’Accademia delle Belle Arti di Tirana, la visita del Presidente della Repubblica Bamir Topi a Torino - Lectio Magistralis al Rettorato- e molte altre manifestazioni che hanno dato ampia visibilità alla Nazione balcanica. All’inaugurazione della sede Istituzioni ed Autorità, imprenditori ed organizzazioni imprenditoriali italiane.
Un riconoscimento che ha avuto il plauso generale della Città. Torino sta cambiando. Da città dell’auto, come ha detto il Sindaco Piero Fassino in uno dei suoi recenti interventi sulla città, si sta trasformando in una città dai molteplici interessi e settori, terziario, turismo, ecc., ma anche con propensione internazionalistica. L’apertura di questa sede rappresenta comunque una finestra importante sui Balcani. Da tenere nella giusta considerazione visto che molti dei nostri progetti industriali ed economici, nel prossimo futuro, potrebbero essere rivolti verso l’area balcanica, che offre opportunità e nuove prospettive di mercato alle aziende italiane, in cerca di nuove aree e nuovi mercati.
"L’Albania – ha detto il Presidente Onorario Firera – è pronta ad offrire “location” importanti per la collocazione di imprese italiane a condizioni estremamente vantaggiose. L’imprenditoria italiana, con il suo consolidato know-how, si candida ad essere il faro di riferimento per il futuro industriale della Nazione".

L.P.


fonte : http://www.corriereinformazione.it

La settimana della cultura albanese - Milano 2 novembre 2011

LA SETTIMANA DELLA CULTURA ALBANESE
2 Novembre 2011 - 16:00
Conferenza sulla storia e la particolarità della lingua albanese

Invitati:
Dr. Giovanni Belluscio -ricercatore di Lingua e Letteratura albanese
Dott.ssa Nausika Spahia(In attesa di risposta)
Dott.ssa Blerina Kushta (New A.G.E.)

2 Novembre 2011 - 17:30
Conferenza sul turismo in Albania

Invitati:
Prof. Luca Mocarelli - Università degli studi di Milano Bicocca
Dr. Vangjel Maskaj - Fotoreporter ed Editore di Albanian Guide
Dott.ssa Aferdita Elezi - Editore Albanian Tourism
Dr. Erjon Gorani - Ufficio Turistico d'Albania a Milano

L'incontro sarà moderato dal giornalista Benko Gjata, corrispondente dall'Italia dell'ATA(Agenzia Telegrafica Albanese)

Durante tutta la settimana sarà visualizzata una mostra
fotografica con le bellezze turistiche dell’Albania

Università Degli Studi di Milano - Bicocca
Piazza dell'Ateneo Nuovo 1, Milano
Edificio U6
Aula Martini

Albania: turisti a quota 3 milioni

Sulla base dei dati pubblicati dal Ministero albanese del Turismo, i turisti registrati nei primi otto mesi dell´anno corrente sono stati pari a 3 milioni circa, di cui la presenza straniera con 2 milioni e 120 mila visitatori, informa l´ICE.
Rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, si è verificato una crescita della presenza degli europei, con 300 mila turisti. I dati evidenziano altresì che i kosovari rappresentano il cluster più affezionato con il 51 per cento, seguito dai macedoni (11 per cento), i montenegrini (5 p.c.), gli italiani (5 p.c.), i greci (5 per cento), i tedeschi (3 per cento), gli americani (2 per cento ) e così via.
Il miglioramento delle infrastrutture e degli investimenti effettuati dal Governo albanese hanno contribuito ad incrementare il numero dei turisti. Inoltre, il Ministro del Turismo, Bumçi, ha dichiarato altresì che, oltre al turismo del mare, anche il turismo culturale e quello montano rappresentano priorità del Governo albanese.

fonte : http://euregion.net

Factory Club via Sarpi a Padova ha i proprietari albanesi ma vieta l'ingresso agli stranieri

Factory Club via Sarpi a Padova ha i proprietari albanesi ma vieta l'ingresso agli stranieri.
Infatti i proprietari del locale sono stranieri ma i buttafuori e chi si occupa della distribuzione delle tessere per iscriversi ha deciso di non far iscrivere gli studenti stranieri.
Molti giornali hanno portato questa notizia ma non si sa se è per farsi pubblicità oppure è accaduto per davvero.











La notizia è apparsa su diversi media locali


Tour d’Albania prossima partenza il 28 ottobre 2011

 Tour d’Albania per neofiti, prossima partenza il 28 ottobre e c’è ancora posto

canyon tour AlbaniaSi è chiuso con un buon successo il I° Tour d’Albania dedicato agli amatori e appassionati di rally in fuoristrada. Una magnifica avventura, come preannunciato dal promoter Ugo Filosa, che ha messo a frutto le sue doti di pilota e di esperto navigatore dei territori non solo albanesi ma di tutta Europa. Molta la soddisfazione per lo staff organizzativo per aver portato a termine senza intoppi tutte le tappe del tour, che si preannunciava impegnativo considerando la poca esperienza dei suoi partecipanti. Invece tutto è andato liscio e i piloti hanno avuto modo di godersi a pieno questa avventura attraversando paesaggi mozzafiato e facendo incontri molto originali, come si vede dalle foto di seguito.

fiuming albania tourUn rodaggio completato alla perfezione per l’organizzazione che comunque era alla sua prima esperienza e visto il successo del primo raid c’è molto entusiasmo per la prossima partenza prevista il 28 ottobre con rientro il 2 novembre, approfittando del ponte del 1 novembre.
Il clima non sarà certo estivo, ma paragonabile a quello del sud Italia, quindi con piogge scarse e temperature non proibitive. Per ogni informazione si dovrà contattare Ugo Filosa al numero 334.2500880.


GALLERIA
capre_temerarie albania


paesino



panorama


panorama2



ponticello

spiaggia


fonte http://www.starbikers.it/

Italia e Albania insieme per l'ambiente


Le soluzioni "verdi" della Regione Puglia sbarcano in Albania e Macedonia grazie a Ecobiz Expo, la fiera internazionale del settore organizzata da Fdl Servizi e inaugurata a Tirana dall'assessore Lorenzo Nicastro

Inaugurata la Fiera del turismo a Tirana - Corriere della Sera

LA CERIMONIA

Inaugurata la Fiera del turismo a Tirana
Fdl Servizi punta a migliorare gli scambi

La cerimonia a Tirana

TIRANA - E' stata inaugurata questa mattina al Citypark di Tirana, «Pushime» la fiera specializzata dedicata al turismo ecosostenibile organizzata da Fiera del Levante Servizi e attiva dal 14 al 16 ottobre. La manifestazione è stata realizzata dal ministero dello Sviluppo Economico grazie al progetto «Amico finanziato». Protagonista della fiera è la potenzialità dell'industria turistica albanese.
I DATI -L'Italia manifesta un'attenzione particolare verso l'Albania, in  quanto nei primi otto mesi del 2011 in Albania sono state registrate centomila presenze italiane, ma l'obiettivo è di incentivare il numero e arrivare a un milione. Il paese è dotato di 400 km di costa, ma solo il 20% è attrezzata, punta quindi ad ampi margini di miglioramento. Questi numeri hanno spinto l'imprenditoria giovanile locale a portare avanti un processo di ammodernamento globale delle strutture e dei servizi, anche al fine di intrecciare i nuovi rapporti di collaborazione con l'Italia.
LE DICHIARAZIONI - «La rassegna offre una vetrina unica - ha spiegato il presidente di Fdl Servizi, Antonio Ciuffreda - su un settore in espansione come il turismo ecosostenibile. Inoltre Pushime ha tra i suoi obiettivi primari l'incentivazione degli scambi tra il mercato turistico italiano e quello albanese, mediante incontri tra operatori specializzati, seminari e dibattiti. Siamo convinti che la rassegna darà ottimi risultati sin dalla sua prima edizione, viste le enormi potenzialità rivelate nel settore del Paese delle Aquile tanto che Fdl Servizi intende realizzare nei prossimi anni, una serie di nuove iniziative su tutto il territorio del Balcani».
ALTRI APPUNTAMENTI - Dopo Pushime il 16 ottobre sarà inaugurata a Skopje (al padiglione Italia) «EcoBizExpo Tech», la fiera specializzata nel settore della Green Economy. L'Albania continua, infatti a manifestare molto interesse per il sistema italiano d'offerta specializzata, sia nel settore delle energie rinnovabili sia in quello delle tecnologie per l'ambiente. Saranno organizzati workshop specializzati e incontri d'affari con esperti del settore.
Chiara Curci
15 ottobre 2011


fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/

Nel censimento il 30% degli albanesi vorrebbe avere come religione l'albanesità

In questi giorni è in corso il censimento generale della popolazione albanese. È un processo molto impegnativo e nello stesso tempo indispensabile per un paese come l’Albania, che spesso non ha numeri e cifre esatte da poter proporre in merito alle maggiori novità demografiche.


In Albania nel censimento ci sono anche queste domande :

1 – Di che religione sei?
2 – Quale è la tua origine etnica?


Per quanto riguarda le religioni  oltre alle 4 religioni principali , il 30% degli albanesi vorrebbe vedere nell'opzione religione la voce "albanesità"

Infatti se si dovesse far diventare l'albanesità una religione , sarebbe sicuramente la prima forma di religione in Albania.

Un poeta e intellettuale albanese, Pashko Vasa (1825-1892), scrisse: "Mos shikoni kisha e xhamia / Feja e shqiptarit është shqiptaria" ("Non guardate chiese e moschee / la religione degli albanesi è l'albanesità") e da allora è divenuto poi il motto dell'Albania, rappresentandone lo spirito laico e nazionalista.


L'Albania , terra dei illiri e pelasgi, era di religione pagana e molte credenze e usanze di 2500 nni fà esistono ancora oggi nella terra delle aquile.

Gli antichi abitanti della regione albanese, gli Illiri, erano pagani e praticavano il culto del Sole e del Serpente. Anche se la storia ci ha raccontato poco di questo popolo, avevano dei riti pagani e adoravano delle divinità simili a quelle dell'Antica Grecia. Riguardo alle loro divinità sono rimaste delle leggende nel folklore albanese, tra cui la storia di uomini giganti e forti, di ragazze belle che rubano il cuore degli eroi, di draghi con sette teste, di fanciulle che danzano di notte vicino ai laghi e rapiscono bambini, di demoni e streghe. Le loro feste erano legate alla natura; in particolare si svolgevano durante il cambio delle stagioni, in corrispondenza dei solstizi e degli equinozi. Il 14 marzo era il giorno dedicato al Sole, visto che questo era il giorno che segnava l'inizio della primavera presso le tribù illiriche.

Gli albanesi nei secoli sono stati invasi da diverse potenze e hanno cercato di avere sempre l'unità nazionale sotto il segno dell'albanesità

Cosa ne pensate dell'Albania ?

Albania 2011 : i turisti provenienti da tutto il mondo

I commenti dei visitatori provenienti da tutto il mondo , inglesi , francesi ,spagnoli , portoghesi , tedeschi , finlandesi e i vicini greci e italiani.

Gemellaggio Poggio Imperiale (Italia) e Vora (Albania) per 250° anniversario del patto italo albanese


Il 5 ottobre in occasione della festa Patronale di San Placido una delegazione albanese è stata ospite dell'Amministrazione Comunale di Poggio Imperiale. La delegazione era composta dal Sindaco Fiquiri ISMAILI e altri amministratori della provincia di Vora, che in albanese si chiama bashkia, una provincia che comprende nove villaggi, e si trova a metà strada fra Durazzo e la capitale Tirana. La delegazione era accompagnata anche da un rappresentante del governo albanese Flamur GYNAY, dal Console Onorario di Albania in Italia CHIMISSO e alcuni importanti imprenditori. La visita in Italia è stata preceduta dalla visita del Sindaco Rocco Lentinio e dall'Assessore alla cultura Antonio Mazzarella del Comune di Poggio Imperiale avvenuta il 17 e il 18 settembre, invitati dal Sindaco ISMAILI. Il 6 ottobre è stata firmata una proposta di accordo finalizzata al gemellaggio fra Poggio Imperiale e la bashkia di Vora. Un gemellaggio che si fonda su motivazioni storiche. Infatti, il 18 gennaio del 1761, Il Principe Placido Imperiale, fondatore di Poggio Imperiale, sottoscrisse un patto con diciassette famiglie di profughi albanesi, concedendo abitazioni, terreno ed altri aiuti con lo scopo di popolare il nascente villaggio, al quale accorsero nei mesi successivi altre famiglie albanesi. Ma di quelle famiglie l'unica rimasta e quella dei Bubici, oggi l'unica famiglia arberesche di Poggio Imperiale. Con lo stesso sentimento di accoglienza il piccolo Comune foggiano nel 1991 accolse, su iniziativa dell'allora parroco Don Giovanni Giuliani, i nuovi profughi, dei quali solo la famiglia Koritari è rimasta e si è integrata completamente. Oggi le famiglie albanesi perfettamente integrate a Poggio Imperiale sono ben quindici. E' questo il modo migliore per celebrare il 250° anniversario di quel patto con gli albanesi, dice l'Assessore alla Cultura Antonio Mazzarella, organizzatore dell'evento. Infatti dopo la sottoscrizione del documento, il 5 ottobre 2011 sono arrivate le delegazioni dei comuni arberèshe della Capitanata : Casalvecchio di Puglia (Kazallveqi) e Chieuti (Quefti)  e i quattro comuni del Molise, concentrati nella provincia di Campobasso: Campomarino(Kemarini), Montecilfone (Munxhufuni), Ururi (Ruri) e Portocannone (Portkanuni), partecipando così al convegno dal titolo : Italia - Albania, un'antica amicizia solidale. Sono più di quaranta i comuni arbereshe in tutta Italia con una popolazione di circa 100.000 abitanti. All'incontro presieduto dal Console Onorario Chimisso, ha partecipato la delegazione albanese e le famiglie albanesi e arbereshe di Poggio Imperiale, lo scrittore chieutino Mario Massaro, ed altre esponenti della cultura arbereshe. Alle 18,30 è stata celebrata una S. Messa con il rito Bizantino, dedicata all'amicizia fra i due popoli. La manifestazione è terminata con una visita al nuovo museo etnografico e con la degustazione di piatti tipici albanesi e pugliesi. Aggiunge il Sindaco Lentinio, questo nascente gemellaggio è finalizzato sia a favorire gli scambi socio -culturali con l'Albania, ma e soprattutto destinato ad innescare scambi commerciali, infatti la nostra strategia politica è concentrata sulla valorizzazione dei nostri prodotti, primo fra tutti l'industria della pietra. Saranno proprio le segherie e le cave degli imprenditori locali quelle a essere visitate dagli imprenditori albanesi, attratti dalla bellezza e versatilità dei materiali lapidei del Bacino Marmifero di Apricena, Poggio Imperiale e Lesina. 




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