Fabrizio Corona in Albania




Fabrizio Corona è stato ospite della trasmissione albanese Bigh Brother 3 Albania e la trasmissione " E diell" , trasmissione domenicale ,come dice la parola stessa "La Domenica" trasmissione della televizione Top Channel.
All'arrivo all'aeroporto di Tirana è stato accolto come un divo , già un intervista e con tante ragazze che in minigonna che ballavano al suo passaggio all'uscita dall'aeoporto.

Su Bigh Brother avete il video in fondo ..
Nella trasmissione "E Diell" invece è stato accolto con un grande applauso.
Sta di fatto che il presentatore di "E diell" Adi Krasta gli fà le domande in Italiano . Circa 30 minuti di intervista.
Ovviamente Corona si aspettava di essere un divo ma in realtà le domande del presentatore lo fanno innervosire.



Il presentatore gli dice "io ero uno stimatore di tuo padre conosciutissimo giornalista , ma io Adi Krasta se io mi ritrovassi un figlio problematico ? E tuo padre cosa avrebbe detto oggi a te? "

Corona dice di non essere problematico e di essere una persona che si adatta alla società italiana e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
corona racconta del suo libro scritto in carcere e di essere stato una vittima della giustizia.

corona in questa intervista ha voluto lasciato il messaggio del ragazzo che si è fatto da se e che nonostante tanti problemi ha sempre lavorato e che il lavoro da fotografo non era un lavoro illegale.

Il presentatore non era molto d'accordo con alcune sue affermazioni.

Il presentatore gli chiede cosa pensa dell'Albania ?
Corona risponde che l' Albania era descritta come una città disordinata e che adesso l'Albania sta cambiando molto.
Video Fabrizio Corona al Grande Fratello Albanese(klikka sul video)

. video

Associazione degli Studenti Albanesi a Trieste

In molte principali città italiane ci sono associazioni studentesche straniere.
Una di queste è l'associazione ASAT(Associazione degli Studenti Albanesi a Trieste).
L'associazione è punto di riferimento per tutti quei studenti che studiano a Trieste.
per avere una spiegazione dettagliata vi riporto qui un'articolo di Albanianews.it




ASAT: molto più di un associazione


ASAT, l'Associazione degli Studenti Albanesi a Trieste, nasce ufficialmente il 23 giugno 2009 da un gruppo di giovani per promuovere e sostenere l'integrazione degli studenti albanesi nella comunità studentesca dell’ateneo giuliano, orientarli e facilitarli sulla questione alloggi e il diritto allo studio. L'associazione si prodigherà anche per appoggiare concretamente chi intende ritornare in Albania dopo la fine del suo percorso di studi.

Dall'altra parte, ASAT vuole essere un'antenna del mondo "shqipëtar", promuovendo la conoscenza e la diffusione della cultura albanese e impegnandosi nel rafforzamento dell'amicizia tra studenti di origine albanese, italiana e altre nazionalità.

Nei primi nove mesi, l'Associazione, con il suo Direttivo, soci e simpatizzanti, si è saputa inserire a pieno titolo nella comunità studentesca triestina. Lo dimostra l'organizzazione di due feste rilevanti per la comunità albanese: "Festa e Flamurit", il 28 Novembre 2009, e "Pavaresia e Kosovës", il 17 febbraio scorso, la prima in occasione dell'anniversario dell'Indipendenza albanese, l'altra per quello dell'Indipendenza del Kosovo. Le due feste sono risultate un vero successo e si sono contraddistinte da un lato per la giusta spensieratezza degli studenti e dall'altra per aver portato alla luce la ricchezza culturale presente all'interno di un medio-piccolo ateneo.

C'è stata così l'occasione di creare un vero momento d'incontro tra popoli in cui studenti albanesi, italiani, croati e di ogni dove hanno ballato insieme, tenendosi per mano, al ritmo della musica tradizionale del Paese delle aquile, Shqipëria.

ASAT ha collaborato con varie associazioni e partecipato a diversi progetti realizzati nell'ambito universitario come ad esempio il "Global Village", manifestazione in cui diverse nazioni hanno presentato il proprio Paese allestendo degli stand, colorati dalle bandiere nazionali e arricchiti da fotografie.

Ecco quindi le associazioni alle quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti: AIESEC, AEGEE, FuoriOnda, RadioInCorso (la webradio dell'Ateneo) e gli enti come l'Università stessa e l'ERdiSU (Ente Regionale per il Diritto e le Opportunità allo Studio Universitario).

Inoltre, ASAT si è impegnata nell'organizzazione del Primo Marzo 2010, contribuendo alla realizzazione di questa grande e importante manifestazione non violenta per il bene degli stranieri e degli italiani. I problemi legati al razzismo sussistono e combatterli aiuterà la nostra società per un futuro migliore. Per avere dei risultati è necessario che ognuno di noi si impegni anche solo nel suo piccolo. La nostra volontà può essere la chiave di grandi cambiamenti. L'obiettivo dell'ASAT è far sentire la nostra voce, difendendo le giuste cause alle quali crediamo.

Nei prossimi mesi l'ASAT, per interagire meglio con la comunità studentesca non solo dell’ateneo giuliano, proporrà diverse iniziative di dialogo e conoscenza reciproca quali proiezioni di film e documentari albanesi, una mostra fotografica, conferenze e un viaggio a Venezia, la città lagunare alla quale le comunità albanesi sono legate da molti secoli.

L'ASAT continuerà a promuovere la cultura albanese e i suoi valori, con uno spirito aperto verso la collaborazione, il dialogo e il confronto con tutti gli studenti, senza alcuna distinzione di religione e etnia.

Contatti
Associazione degli Studenti Albanesi di Trieste - ASAT
Campus dell'Università degli Studi di Trieste - Edificio "L"
Piazzale Europa 1, 34127 Trieste
Telefono: +39 328 40 38 126
E-mail: asat@units.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sito: www.units.it/asat
Facebook: www.facebook.com/asat.trieste
Skype: asat_trieste

fonte articolo Albanianews.it

La tv albanese è di qualità ! ?

Riceviamo e pubblico
tempo fà avevamo scritto un confronto sulla tv italiana e albanese La tv albanese copiata dalla tv italiana . L'Albania essendo una democrazia giovane ha quasi copiato il modo di fare tv e la maggior parte delle televisioni europee. Per esempio sono nate nelle principali tv Top Channel e TV Klan i programmi "la domenica e la domenica albanese " .Oppure l'uttilissimo programma Fiks Fare nato da uno spunto della trasmissione italiana Striscia la Notizia. Secondo noi la tv albanese è molto simile a quella italiana. Il fatto è che l'Albania si sta sviluppando rapidamente e molte cose vengono trascurate.

Un visitatore di questo blog ha commentato il suo parere e noi lo pubblichiamo


Non so chi abbia aperto questa discussione! ma a parer mio troppo stupido. La programmazione credo sia suddiviso in varie parti: quella di informazione, divertimento, curiosità ecc quindi c'è ne di tutto e per tutti e negli adatti orari. La tv albanese mi sembra ce rispetta queste qualità. Poi non mi sembra che i giovanni albanesi non sanno che bisogna lavorare ( non a caso la maggior parte di loro studia sia in albania che in altri paesi). Sanno benissimo dove vanno buttate le lattine o la plastica ( sanno pure che contengono delle sostanze dannose per l'ambiente. E questo perché che nella programmazione della scuola albanese si insegna la chimica che spiega queste cose e in un linguaggio che è compressibile per tutti). Penso che nell'educare i giovani un ruola importantissimo giochi la scuola e non la tv, la tv deve semplicemente rispettare delle norme a cui è sottoposta. La tv vuole solamente far passare delle ore piacevoli alle persone che hanno il tempo di seguire la sua programmazione( le persone che hanno da fare neanche se lo guardano!). Per fortuna per i bimbi esistono gli asili e le loro famiglie che gli educano. poi se a loro parli dell'emigrazione neanche capiscono il termine... PEr quanto riguarda le sfide è il governo che ha un ruolo cruciale nel raggiungerle, la tv ha pocco a che fare con questo, può solo trasmettere le notizie di tutto ciò che succede all'interno del paese. Per quanto riguarda all'idea che la tv albanese sia impostata alla tv italiana non mi risulta. Dato che la tv albanese la fanno gli albanese e la seguono gli albanesi vuol dire che piace( poi ovviamente ci sono programmi che vengono seguiti di più o d meno a seconda delle preferenze). Se si acquistano i diritti di un programma straniero non c'è nessun problema, poi viene impostata al modo in cui gli organzzatori delle programmazioni pensano che sia meglio. la stessa cosa fa pure la tv italiana acquista i diritti alle tv degli altri paesi e gli porta in un formato che loro pensano sia migliore. Funziona così il mondo della televisione. Il suo ruolo fondamentale e far divertire la gente, informare, senz'altro anche educare ma per fare quest'ultima cosa ci sono le istituzioni competenti che possono fare benissimo le cose che voi ritenete che la tv debba fare, anche perché ha un contatto diretto con le persono di tutte le età e di tutti i livelli. Mi dispiace che su questo sito vengono scritte certe cose sbagliate e fondate su idee non realistiche. Sarebbe molto più bello scrivere esperienze personali, vere e pieno di emozioni. E basta confrontare i due paesi. Se qualcuno ha qualcosa di bello e di vero da scrivere che lo scriva, se ha da scrivere delle cavolate meglio che non perdi tempo. Nessuno ha voglia di leggere cose false... cordiali e saluti

Professor Carmine de Padova


Come anticipato una settimana fà quando parlammo di San Marzano (leggere qui l'articolo),il comune Arbereshe in provincia di taranto , il comune arbereshe piu grande più grande d'Italia.

In molti comuni italiani la tradizione arbereshe sta venendo fuori e molti comuni hanno percorso secoli di folk e cultura arbereshe uno di questi è proprio San Marzano.

L'uomo più conosciuto nel letterario è stato il professor Carmine de Padova il quale ha iniziato nel dopoguerra a studiare e far emmergere le antiche culture della Puglia.

l professore Carmine De Padova e' stato il più grande intellettuale storico contemporaneo di San Marzano, che a partire dalla seconda metà del XX sec. ha dato un importante contributo culturale alla Comunità Sanmarzanese. Il professore De Padova ha dedicato tutta la sua vita a continue ricerche storiche, sulla vita e i costumi di San Marzano di San Giuseppe ed alla storia Arbereshë. Grazie ai suoi innumerevoli viaggi in Italia ed all'estero, sempre alla scoperta della cultura Arbereshë.

Grazie a lui oggi San Marzano ha potuto custodire e impreziosire il suo bagaglio culturale.


Le opere scritte in Arbereshë Sanmarzanese portano la sua firma. fra le sue opere, ricordiamo "Dy Miqte" (i due amici) del 1998, infine l'altro capolavoro "San Marzano, storia, tradizioni, folkore dell'unico paese Arbereshë in Puglia".

Il professore De Padova e' scomparso pochi anni fa, ma per molti Sanmarzanesi sarà sempre ricordato come il ricercatore storico Professor Melino.

Le mitologie di BUTRINTO

L’antica città di Butrint occupa una penisola boscosa, in posizione strategica tra lo stretto di Corfù e il lago omonimo, e conserva resti ellenici, romani, bizantini, veneziani e turchi, in un’eccezionale stratificazione di segni della frequentazione umana di questo territorio che coprono un arco temporale esteso per circa 3000 anni, pressoché senza soluzione di continuità.

Il mito più famoso relativo alla fondazione della città di Butrint si trova nell’Eneide di Virgilio, quando si parla dell’arrivo di Enea a Butrint dove incontra Andromaca. Numerosi sono poi i miti e le leggende ambientate a Butrint nel corso dei secoli, a dimostrazione dell’importanza dell’insediamento.

Le più antiche testimonianza documentarie risalgono invece al VI secolo a.C., in un elenco di città e porti compilato da Ecateo di Mileto; gli scavi archeologici hanno invece dimostrato come la più antica frequentazione risalga alla fine dell’VIII secolo a.C. Va ricordato che gli scavi più estesi cominciarono nel 1920 dall'archologo italiano Ugolini.
Ugolini .

Le curiosità di Mussolini di capire e di conoscere queste terre mistoriose e di vedere le terre di tanti antenati italiani.


I resti della città occupano un’area di circa 16 ettari all’interno delle mura, ma in alcuni periodi della sua storia l’insediamento si estendeva su vaste aree anche all’esterno delle mura stesse (attualmente il monumento più rappresentativo all’esterno delle mura è la fortezza triangolare, sul lato opposto del canale che lambisce la parte bassa dell’insediamento).

Il sito si struttura in due parti morfologicamente distinte: l’Acropoli, su una collina alta fino a 42 metri sul livello del mare, con ripidi fianchi ulteriormente difesi da un circuito di mura; la città bassa, che occupa la parte inferiore della collina, lambita dal Canale di Vivari.

I resti della città greca, risalenti in particolare al periodo compreso tra il terzo e il secondo secolo a.C. (anche se la fondazione risale al periodo compreso tra l’ottavo e il sesto secolo a.C.), sono rappresentati dallo splendido teatro, da due templi, da alcune porte (porta Scea e porta del Leone) e da tratti delle originarie mura difensive.

Le fortificazioni di questo periodo dimostrano la potenza economica e militare della città, uno dei maggiori centri marittimi fortificati del mondo antico. Nel IV secolo a.C., sotto il controllo di Alessandro il Grande, Butrint raggiunse l’apice del suo splendore, contando tra l’altro oltre 10.000 abitanti.

Alla fine del III secolo a.C. Butrint fu conquistata dai pirati Illiri (gli albanesi sono i discendenti diretti degli antichi illiri, tant’è che la lingua albanese deriva da quella il lira).

Le tracce della dominazione romana iniziata a metà del II secolo a.C., oggi ancora in buono stato di conservazione, sono rappresentate dai bagni termali, dal Ginnasio, dal Tempio di Minerva, dal Ninfeo, dal Palazzo Triconch e dalla Villa Diaporit, abitata da un amico di Cicerone.

L’architettura cristiano bizantina, risalente al V – VI secolo d.C., include il Battistero eretto nell’ultima metà del VI secolo (il più grande del suo genere dopo quello di Costantinopoli, con importanti mosaici pavimentali intorno al fonte battesimale) e la Basilica, eretta nel VI secolo ed utilizzata fino al XIII.

Principale testimonianza del periodo Veneziano (i Veneziani conquistarono infatti Butrint nel 1386) è invece la fortezza triangolare (XVI secolo), fronteggiata dalla torre quadrangolare (XV secolo). I Veneziani occuparo solo una piccola parte dell’antica città, prosperando per lungo tempo grazie al commercio del pesce, del legno e del bestiame.

Alla presenza dei Veneziani si alternò per alcuni secoli quella degli Ottomani: nel 1537 i Veneziani si arresero a Solimano il Magnifico, ma ritornarono in possesso della città ad intervalli durante i secoli XVII e XVIII; la dominazione turca fu invece continua per tutto il diciannovesimo secolo (periodo cui appartiene il castello di Alì Pascia Tepelene, eretto nel 1814 come baluardo contro gli Inglesi che, per esempio, controllavano Corfù), fino al 1912 quando l’Albania divenne uno Stato indipendente.

Nonostante il succedersi delle diverse dominazioni la città di Butrint visse in declino a partire dal XII secolo, via via occupata soltanto in una piccola parte dell’originaria estensione.

All’eccezionale rilevanza del parco archeologico di Butrint, dichiarato nel 1992 Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, si somma il valore naturalistico, ambientale e paesaggistico delle aree umide presenti all’interno del Parco.

Da un punto di vista naturalistico il Parco Nazionale di Butrint conserva una grande varietà di habitat naturali e seminaturali, ospitando numerose specie floristiche e faunistiche, in particolare legate alla presenza delle estese aree umide.

Oggi è patrimonio dell'UNESCU e le strutture antiche sono visitabili.

Sole - Zeus

Sole - ZeusIl Sole (Zeus) è il più grande fra gli dei: Dio e padre sia degli dei che degli uomini. Zeus, prima ancora di essere conosciuto come Signore dell’Olimpo e prima ancora che si creassero i miti sulla sua nascita in Creta, esisteva come divinazione del Sole (Zeus). Visto che era il più grande dio del mondo pelasgico, ne dovremmo trovare traccia in tutti i territori dove i Pelasgi abitarono, dall’ Italia centrale fino in Asia Minore, in Cipro, Creta ecc. E in verità in questi posti troviamo i segni del suo culto.

Molto sappiamo sul Sole (Zeus) e le sue vicissitudini, ma non sappiamo quasi niente sulla sua storia, origine, e sulla etimologia del nome. Cosa vuol dire Dias, Zeus, Zin ecc? Che significato hanno le radici Dhi e Zi della maggiore divinità dei Pelasgi? Dicono che il sole sia il simbolo della luminosità e lucentezza del cielo. Il cielo nella lingua sanscrita si chiama Diau-h , cosi i linguisti e i mitologi hanno pensato di aver trovato la soluzione etimologica del nome del Sole (Zeus), visto che considerano la lingua sanscrita più antica di quella greca.

Le radici Dhi e Zi nella lingua albanese hanno lo stesso significato di lumiosità (ndriçim), lucentezza (shkëlqim), fuoco (zjarr), e cioè le caratteristiche del sole; le ritroviamo nelle seguenti parole:

Diell(sole) dialettale Dill, Div ecc.

Ditë (giorno) cioè la parte della giornata che si illumina.

Dieg (Bruciare), Djeg.

Di (sapere) conosco, mi illumino.

PerënDia, Dio, Signore.

Diel (domenica), cioè il giorno del sole che i cristiani hanno trasformato nel giorno del Signore.

Dialë (ragazzo).

La radice Zi la troviamo nelle parole zien (bollire), zjarr (fuoco) e anche nella parola tardiva Zot(Dio).

Diah-u nella lingua sanscrita significa cielo, come abbiamo detto, ma come si può facilmente intuire il cielo non è sempre illuminato ma anche oscurato (al buio), e in nessun caso ardente o rovente. Cosi la parola sanscrita Diah-u non può soddisfare chi trova in essa l’etimologia del nome del Sole (Zeus). L’etimologia di questo nome la troviamo nella parola pelasgica Diau che oggi vive nella parola albanese Dielli (il sole).

Parole derivate da Diau/Diell sono anche i termini latini DIOVIS e DEUS = Dio, Signore. Questi termini hanno avuto origine dopo la creazione del pantheon dell’ Olimpo e la immedesimazione del Sole con Zeus. Cioè nei tempi in cui ormai il Sole (Zeus) è diventato il più grande di tutti gli dei. Erodoto chiama Dhia ogni grande dio dei popoli che lui descrive nelle sue opere.

Altre parole derivate sono Dias – giorno in spagnolo, Day – giorno in inglese, Dieu – Dio in francese ecc. Ma in nessuna altra lingua del mondo c’è un sistema cosi ricco di parole con le radici Di e Zi come quello che esiste nella lingua albanese, dove tutte le parole hanno il significato della luminosità (ndriçim), del fuoco (zjarr), ecc, e cioè le caratteristiche del sole.

Liberamente tratto dal libro Arvanitasit dhe prejardhja e grekëve dell’autore Aristidh Kola

fonte : http://eltonvarfi.blogspot.com/2010/03/sole-zeus.html

Musei a Tirana

Museo Archeologico
Piazza Madre Tereza
Tel: 22 65 41
Interessante museo cittadino con vari reperti ritrovati nell’area intorno alla città, dal vasellame, piccoli oggetti raffiguranti animali e gioielleria.


Museo di Scienze Naturali
Strada e Kavajes, 9 ::::di fronte al Policlinico
Tel: 22 90 28
Un piccolo museo dove si trovano molte interessanti informazioni sulla natura e l'ambiente in Albania.
Ci sono anche una colezione di animali come una tartaruga marina di grandi dimensioni ritrovata in Albania.


Galleria d’Arte

Bulevardi Dëshmorët e IV Shkurtit
Tel: 23 39 75

Offre una colezione d'arte mediavale e contemporaanea ma soprattutto offre una grande colezione di arte albanese, dipinti statue e fotografie e altro ancora.


Museo di Storia Nazionale:
Piazza Skenderbeg
Tel: 22 83 89


Il Museo della Storia Nazionale è un luogo molto interessante da visitare. Inaugurato il 28 ottobre 1981 si tratta del più grande museo della città e uno dei più importanti del paese.


Il museo offre l'arte e la storia del passato dell'Albania.Le sue origini Illiriche ai giorni nazionalistici.
Al suo interno, l’edificio viene suddiviso in base a noti periodi storici del paese. Ci sono nelle vicinanze da reperti archeologichi ritrovati nelle vicinanze e il settore dedicato agli anni intorno alla Seconda Guerra Mondiale e al movimento partigiano.

Korça - Coriza

Korça (si pronuncia Korcia) ed in italiano si chiama Coriza.
Coriza è una città (85.600 abitanti) dell'Albania, capoluogo degli omonimi distretto e prefettura. Si trova nell'Albania centro-meridionale, non lontana dai confini con Grecia e Macedonia. Poco lontano da Coriza sorge il piccolo villaggio di Qershize.
Korca
E 'la più grande città del sud-orientale, l'Albania. Si trova sulle pendici della montagna di Morava, a 800 metri sopra il livello del mare, è diventata un importante centro industriale e il commercio nel XVIII secolo, a causa dello sviluppo degli scambi commerciali con le regioni limitrofe. Un Korca è il Museo di arte medievale, che rappresenta la cultura del popolo albanese. Ci sono anche il Museo Nazionale della Pubblica Istruzione, in cui il 7 marzo 1887 è stata aperta la prima scuola di lingua albanese e anche il nuovo museo "Collezioni di Bratko" con oggetti d'antiquariato da Estremo Oriente




Luoghi utili da visitare

Il Museo d'arte medievale,
La galleria "Guri Madhi"
Il Museo Bratko con collezioni di oggetti d'antiquariato e l'Estremo Oriente
Il Museo della Pubblica Istruzione
Il Museo Archeologico


Korca è la città principale della regione sud-orientale ed è situato su un altopiano di 869, ma a ovest di Florina (Grecia), 39 km a sud del lago di Ocrida. E 'il centro di produzione di tappeti più grande in Albania dal greco. In città ci sono interessanti musei, tra cui la Muzeu Artet Mesjetar Shqiptar, Muzeu Historik e la Muzeu Arsimit Kombëtar (Museo della Pubblica Istruzione). La maggior parte della città antica è stata distrutta dai terremoti del 1931 e del 1960, che batte i minareti e le chiese, comunque, un po 'di' colore di Korca rimane nel bazar a ovest di Illyria. Korca si trova a 179 km a sud-est di Tirana.

la religione ieri e oggi

Durante la dittatura la religione era vietata per questo tanti luoghi di culto venivano distrutti o trasformati in luoghi di cultura.

Ma nonostante ciò molte chiese e moschee non furono distrutte bensi trasformate in luoghi culrurali. L'Albania sotto la guida del ditattore Enver Hoxha nel 1967 dichiarò l'Albania il primo stato ateo al mondo.Per questo nacque la tanto conosciuta frase "la fede degli albanesi è l'albanesità"

Di seguito nel 1991 (dopo la caduta della dittatura comunista)si inizio a praticare la religione costruendo luoghi di culto e oggi finalmente si possono vedere nuove strutture religiose.

Si può dire che oggi la religione sta fiorendo e che esiste la libertà di fede.

A breve in Albania si farà una statistica sulla fede degli albanesi per capire la realta religosa.
Molte associazioni religiose sono contrarie a questo censimento
La religione in Albania non si presenta in grandi dibattiti politici . Le chiese sono vicine alle moschee ed oggi i l'Albania non ha una religione principale.L'Albania risulta uno dei primi posti cristiani nella storia. I personaggi che ne hanno fatto la storia albanese erano tutti cattolici.
Scanderbeg era cattolico e difese per circa 30 anni l'europa dall'attacco dei turchi.Fu definito dal papa di quel tempo "atleta di Cristo". Madre Teresa la suora più famosa al mondo era cattolica .Ci sono altri monumenti che rappresentano personaggi cattolici. Molti musulmani si identificano in Scanderbeg non per la religione ma il suo coraggio e per la forza di aver difeso il popolo albanese.

I paesi arbereshe stanno uscendo come funghi.

Giuseppe de Padova : adesso i paesi arbereshe stanno uscendo fuori come funghi.

"SALVIAMO LA NOSTRA STORIA"






SOLO SAN MARZANO E' IL COMUNE ARBERESHE IN PROVINCIA DI TARANTO, IL PIU' GRANDE D'ITALIA. Storico maestro Giuseppe De Padova (detto Pino furcina - età 80) nel finale del video si commuove. Attualmente è l'ultimo personaggio anziano delle tradizioni Arbereshe del paese. Ha dedicato oltre 65 anni alle tradizioni Arbereshe. E' stato grande collaboratore e amico del compianto prof. Carmine De Padova. Il maestro "Pino furcina" esprime la propria opinione, senza fare polemiche, per dire che "l'Albania Tarantina" (Carosino, Monteparano, San Giorgio, Monteiasi, Montemesola, Faggiano) a suo parere non è mai esistita, dalle sue indagini con il C.R.I.A. (Centro Ricerche Italo Albanesi - fondato nel 1968/69) solo ed esclusivamente San Marzano è d'origine Arbereshe a tutti gli effetti, avendo conservato Folklore, Costumi e lingua Arbereshe del 1400. Che significa etnia Arbereshe? E' un antico popolo creatosi intorno al 1462 che si stabilì nel meridione d'Iltaia e nel nord est d'Italia .

San Marzano a distanza di secoli è fortemente radicata la cultura "Arbereshe" e quella delle "tarante" Folk e lingua parlata Arbereshe del 1400.

nei prossimi giorni faremmo una ricerca su Carmine De Padova il quale ha dedicato la sua vita alla storia di San Marzano e ha permesso di diffondere questa bella realtà della tradizione italiana

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